"Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me"
- Kant-
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Dovrei scrivere un post facendo bilanci e promesse...ma non ho il tempo materiale, rimando al prossimo anno. Oggi lavoro poi mi fiondo al Tamigi a vedere i fuochi con la mia amica tedesca che rimane qua una settimana, sperando di non morire congelata e di non venire calpestata, spinta da milioni di persone...
Buona fine e buon inizio fanciulli!
Sono i piccoli gesti che ti rallegrano una giornata.
Sono piccoli grandi gesti che possono cambiare tante cose...
Piccoli gesti che ti stupiscono.
Ti soprendono.
Ti stampano un sorriso grande grande sul viso che cancella tutto quello che è successo prima.
Alcuni gesti ti confondono, ti fanno pensare "e se, magari, forse".
E ci ricami, costruisci castelli...
Ma in fondo è tanto bello sognare e sperare....
Eccomi qui, alla fine di un altro weekend, mentre mi guardo Juve-Milan con il desiderio di essere a Torino con i miei amici. Preferisco vedermi la partita qua a casa, piuttosto che andare in un locale e rischiare di mescolarmi a tifosi avversari.
La fine di un altro weekend, che mi ha riservato sorprese, per l'ennesima volta, in una città che negli ultimi giorni si è trasformata in un freezer. Sono tante le cose da dire, multiformi e sfaccettati i miei stati d'animo. Si avvicina il Natale, Londrà è un gigantesco albero di Natale, ricoperta di luci e di persone in corsa alla ricerca del regalo perfetto. Io ho ricevuto, con mia grande sorpresa un pacchettino dal profondo Piemonte e insieme alla mia riconosciuta felicità il mio cuore si è riempito di gioia. E di Riconoscenza.Un altro bigliettino con una matriosca è arrivato dalla mia amica russa-inglese. Mesaggi privati che attraversano gli Oceani, e che nonostante preoccupazioni, pensieri, impegni, trovano risposte. Incredibile, GRAZIE.E' bello avere persone che a distanza sanno capire esattamente gli stati d'animo attraverso i quali stai passando, proprio nel momento in cui quasi non li capisci neanche tu.
Martedì sono andata a teatro a vedere Billy Eliott: musical splendido, il ragazzino protagonista ha regalato emozioni con la sua voce e la sua capacita interpretativa e ha fatto anche commuovere i presenti. Bellissima serata. Venerdì ho salutato le mie amiche, che sono tornate a casa per S.Lucia, Natale e le feste. Con un po' di tristezza le ho ringraziate per avermi sopportato e aiutato ogni santissima settimana; in modi diversi ci siamo sostenute a vicenda negli ultimi mesi e sono state la mia ancora di salvezza. Ci si rivedrà nel 2009. Fa quasi impressione dirlo. Al lavoro le cose procedono, così così, si parla, si discute delle cose che non vanno, si manda giù, ci si stanca e si fa amicizia con le persone che lavorano con me. E ci si impone anche, rishciando di essere bossy, una parte di me che non conoscevo.Dal punto di vista umano sono molto contenta e in particolare con alcune ragazze mi trovo molto bene. Ci si vede anche al di fuori del luogo di lavoro, ci si confida,ci si lamenta, si chiede aiuto. Sono soddisfatta da questo punto di vista, lo ammetto. E il mio spagnolo sta veramente migliorando, il mio inglese forse sta persino peggiorando!!!
Questo sabato ho ospitato una ragazza che ho conosciuto in Eramus qui in Inghilterra, italiana della mia zona, con la quale però non avevo moltissima confidenza. Sta studiando nel (profondo) Nord, nglese per un PhD. Mi sono ricreduta sull'opinione che avevo di lei, sono stata molto bene. Ci siamo confrontate: stessi studi, stesso luogo di residenza, diverse strade intraprese, ma difficoltà da affrontare da sole in tutti e due i casi. La strada della ricerca implica molti sacrifici e numerose ore di ricerca da soli. Ricerca che è lavoro, anche se non ha un valore ricnosciuto come quello scientifico. E forse noi che abbiamo studiato l'Old English, la filologia, la storia, che abbiamo sacrificato anni ancora non so per cosa, non uscendo per mesi per scrivere due tesi conosciamo meglio la storia di questo paese meglio di coloro che vi ci abitano.La vita lavorativa presenta altre possibilità e ostacoli. E ancora il bivio, "quel" bivio, tra lo studio che è la tua vita, ma che non è tutto, strada che non tutti comprendono, che chi non ama studiare e conoscene dal punto di vista della "canoscenza" non capirà mai. Uno studio di chi Ama studiare, conoscere, non mirato al passare gli esami ma una passione, quasi da geek.E ancora una volta mi sono trovata a riflettere sui rapporti umani, sulle relazioni e la mia solita teoria dei "conoscenti" e degli "amici" con la quale anni fa ho disquisito con una persona che pe rme rimmarrà sempre importante. E' così difficile e sottile delineare il confine labile in contesti nei quali si ha più bisogno di una mano. La mia diffidenza e il mio cinismo spesso mi fanno passare per una che se la tira, ma ho imparato a fregarmene, perché credo che il gioco valga la candela. Chi riesce a scoprire quello che c'è sotto, avrà in cambio un'amicizia incondizionata. I miei sentimenti e le paranoie mi fanno essere sospettosa, spesso in imbarazzo in contesti nei quali mi sento un pesce fuor d'acqua. E ancora una volta, parlando anche con i miei genitori, pur essendo sulla linea di mezzo tra i vent'anni e i trenta, mi sento più dalla parte sinistra di quella linea di demarcazione, pur non sentendomi ormai più una teenager e nonostante tutte le esperienze attraverso le quali sono passata. Londra da questo punto di vista ti ribalta come un calzino e ti mette in continuazione alla prova. Non è facile fare amicizia, dico Amicizia con la A maiuscola, anche perché è molto spesso difficile riuscire a incastrare incontri tra turni di lavoro, impegni e le distanze che intercorrono tra i luoghi di residenza. E' un'ennesima girandola di emozioni, di turbini psicologici assolutamente interiorizzati e cristallizzati da paranoie inverosimili, che spesso non si riescono a definire, a contestualizzare a far comprendere con chiavi di lettura adatte a persone che non possiedono mezzi interpretativi tali da distorcere una realtà già complicata.
E oggi un'altra giornata passata con un'amica, è incredibile come sia meno sola di quello che potevo pensare, anche se poi arrivano i momenti di malinconia in cui penso di essere come un naufrago su un isola, che però viene osservato ventiquattro ore su ventiquattro, come in un reality. Solita lunaticità* (* esiste questo termine in italiano? ho dei transfers di interlingua tra L1 e L2 assurdi<<<<<<<<<<propensione allo studio della linguistica e della glottodidattica).
E la domanda che mi stata posta in questi giorni, in cui ho affrontato fastidio, gioia, imbarazzo, esaltazione, rabbia, frustrazione, preoccupazione e ho toccato il cielo con un dito è stata:
" Ma saresti pronta a vivere qui per tutta la tua vita? E il tuo futuro?".
Che cosa grande.
Io aspetto ancora quello che sappia prendermi per mano.
Anche se sono convinta che è la mia via, la MIA.
Anche quando ci sono cose che non capisco, che non condivido, che mi infastidiscono, o semplicemente, naturalmente non mi appartengono.
E ringrazio il cielo che ci sono persone alle quali piace passare del tempo con me.
Londra. Oh, che turbine, oh che correre.
Che altalena, vedi il cielo ottenebrato rischiararsi e poi vedi il terreno fangoso. Melmoso.
Ricercatezza epidermica.
Fammi entrare per favore, nel tuo giro giusto.
ps. Come in ogni casa di Londra che si rispetti, forse abbiamo dei visitatori aka mangiatori di formaggio in casa. Forse. Inutile dire che sono terrorizzata. E' venuto l'ammazzarompiscatole e ha messo trappole ovunque e veleno.
Apro il blog...e che beffa l'header del mio template! Sarà mica ora di risistemare tutto!?!
Uno si sveglia alle quattro e trenta. Mette quattro sveglie, quattro, giusto per essere sicuro; la manager francese ( simpatia fatta persona) l'unica volta che sono arrivata in ritardo di ben quattro minuti ha osato fare un rimpovero colossale. La persona citata , ovvero me medesima, si reca in bagno, cerca di svegliarsi usando acqua gelatissima. Si veste, fa colazione. Prende le chiavi, la borsa, controlla di avere tutto ed esce nel freddo londinese. Prende il bus nel gelo della mattina ( o meglio quasi notte, le 5.30 a.m.). Si stropiccia gli occhi mille volte per cercare di svegliarsi, nonostante il caffé africano equo e solidale fortissimo fatto la mia fedele moka italiana. Arriva l'autobus, arriva alla fermata dell'underground. Prende la metro. Si siede con la musica, sempre cercando di svegliarsi e non addormentarsi rischiando di perdere la fermata per il cambio. Scende...e vede questo sui muri della stazione di cambio...
Oddio non prendetemi per pervertita, però la campagna D&G Underwear con tutti ste omini della nazionale di rugby italiana è l'unica cosa che mi fa svegliare del tutto al mattino! E alla stazione di Waterloo campeggia un enorme poster proprio sopra agli screens delle partenze dei treni.
In fondo è solo per patriottismo che riporto....verooooo!
Sono le quattro di mattina di un altro sabato londinese.
Sono appena tornata da un'ennesima serata in compagnia delle mie amiche.
Ritorno a casa in night bus, passo davanti al Big Ben e al London Eye, vedo il Tamigi, gli ubriachi per strada, scendono due lacrime fra i miei pensieri, mentre cerco di non addormentarmi e scendere alla fermata sbagliata, Vinicio Capossela nelle orecchie. Ho un timbro sulla mano di un altro club, che farà fatica ad andare via per giorni, l'eco rimbombante della musica nelle orecchie, la stanchezza nelle gambe. Un'altra settimana è volata via, siamo a dicembre ed entro nel sesto mese di permanenza in questa città. E' stata una settimana pesantissima. Sveglia tutte le mattine alle quattro e mezza, anche se per fortuna finisco di lavorare alle due, quando non faccio straordinari. Questa settimana però ho avuto la fortuna di riuscire a fare delle ore in più e così mi sono trovata a lavorare in Oxford Street martedì, giovedì notte a ricevere una consegna e rimanere in negozio ad aprire e smistare scatole dalle 11 alle sei e trenta di mattina, dopo le sei ore del mattino. Ieri ovviamente ero cotta e ho dormito tutto il giorno. La disorganizzazione regna nel mio posto di lavoro, assai frustrante molto spesso, cose che sono palesi anche a chi non ha l'esperienza di management, but that's how is it, e non ci posso fare nulla se non continuare.
Sei mesi....Non realizzo quasi. Non avrei mai pensato di arrivarci. E per la prima volta sono orgogliosa di me. Per la fatica fisica che sto sopportando lavorando, mettendo un po' in pericolo l'odiosa caviglia,io che ho sempre usato il cervello e il razionalismo impulsivo, io che persino non facevo educazione. fisica a scuola.Per non aver mollato. Insomma lo so....Passerò il Natale da sola, ormai è appurato. Sono abbastanza triste, lo ammetto, ma passerà. Spero di poter andare a casa presto, Ho bisogno di persone sincere, anche capaci di commenti acidi e pungenti ma veri come quelli di alcuni membri della mia famiglia. Mi mancano gli abbracci e anche le sgridate per stupidate. Credo sia normale., per quanto sono legata a loro e per quanto sempre mi abbiano sopportato e cercato.Se faccio un bilancio anticipato rispetto alla chiusura dell'anno, sono contenta di come sta procedendo la mia avventura, certo non al cento per cento, ma sommariamente bene. Principalmente per le mie reazioni, con molti lati oscuri, con un carattere che è diventato ancora più spigoloso per certi versi, che fa sì che mi fidi ancora meno delle persone e sia diffidente, ma che mi ha fatto aprire la mentie aumentando la consapevolezza (giusta o sbagliata che sia) che la mia migliore compagna è la solitudine.A ncora una volta, seppur piena di conoscenti e alcuni amici, mi affido solo su me stessa, e sulla mia famiglia, quei due angeli che ci sono ogni volta che ho bisogno di loro. Ancora una volta però sono sola nei momenti più importanti: spesso non parlo delle mie cose, o mi sembra che le persone non mi ascoltino e mi parlino prima delle loro preoccupazioni, dei problemi, del loro quotidiano...e dopo arrivano a chiederti..."come stai", quasi di circostanza. Sono arrivata a un punto in cui, somatizzo, tengo dentro, accenno, ma non parloO meglio non come vorrei. Perché mi sembra di dire le solite cose, di annoiare le persone e non voglio. O vorrei che me lo chiedesssero le persone veramente interessate. Alcune delle persone che mi hanno capito sono lontanissime....ma sono contenta di averle viste e conosciute negli ultimi mesi.Questo anno, per l'ennesima volta ho preso un abbaglio, non ho incontrato una persona che mi voglia bene per come sono,ho conosciuto solo un'altra chimera. Sembra un bilancio triste, è il bilancio e l'insieme di pensieri che mi fa diventare gli occhi lucidi,anche se non dovrei. Perché triste, anche se potrei cadere nell'ovvio e nello scontato è quel signore vicino alla stazione di London Bridge che si rollava una sigaretta, sotto una coperta di fortuna, con le ragazze ubriache che gli passavano davanti. Questa è la vita, fatta di picchi di gioia e di momenti neri, in cui vorrei solo stare da sola, smettere di sentire tutti e rinchiudermi. Quei momenti in cui sei intollerante. E non capisci molte cose, situazioni, atteggiamenti, dinamiche. E' normale a volte, almeno per me. Che da figlia unica ho imparato da sempre a riempire con la fantasia i momenti vuoti invernali, a lottare e fare le litigate per me , non avendo un fratello maggiore o una sorella.Sono sola quando cammino per prendere l'autobus notturno, quando cammino alle quattro del mattino con i piedi fradici e aspetto alla fermata con uno che sta male. Sono sola quando devo rpendee delle decisioni. Sono sola...vivo con Lei, la solitudine...e rinasco nel weekend, quando rivedo sorrisi, racconto la mia settimana. Sono meno sola al lavoro, dove ho conosciuto persone simpatiche che mi fanno passare il tempo.
Contraddizioni di una vita frenetica. Dove realizzi le peculiarità di ogni persona, arrivi a scusarle o ad accettarle, in quanto alter da te. Una scannerizzazione di sistema di personalità che cozza contro il tuo, spesso in modo devastante. Ed è per questo che a volte comprendi a volte, rimani ferito. Che processo. Un processo di vita, di crescita in ogni caso. I bilanci non mi piacciono. Non voglio passare per lamentosa, né per quelli che antepongono l'Essere non come entità ma come caratteristiche e traguardi a tutto.
Sono constatazioni di una vita normale, fatta di ripetizioni e di quotidianità. Di domande spesso senza risposte, di rabbia e di frustrazione. Spesso anche di gioia per un pranzo insieme, una birra o un sidro al pub. Piccole cose che ti spingono a non mollare. A confidarti con te stessa, mandare giù. A invidiare coloro che hanno qualcuno che li aspetta, li abbraccia, cammina con loro per strada mano nella mano.
E aspettare ancora per quell'abbraccio, in conformità con i tuoi valori e il rispetto dei tempi, delle situazioni, dell'educazione che ti sei dato.