"Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me"
- Kant-
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Mai come in questi giorni ho compreso a fondo quanto il silenzio possa uccidere.
[Quello di un'ora post litigio e quello di un messaggio in Fb, ovviamente]
Edit 5.30.
Non ero più abituata a svegliarmi con il buio.
Mi han chiamato ieri sera. M. si è data malata per (l'ennesima) volta, tocca a me far la delivery.
Lui era online in Fb e non ha risposto al mio messaggio di martedì. E domani io come faccio a sapere se devo andare al lavoro con i vestiti per uscire o meno?
Uomini.
Mi arrendo stavolta,
mi cade di nuovo il mio castello di carte.
Messaggi da non inviare, risposte che non arrivano, in fondo le aspetti...una scarpa che ti si rompe e rimani con il buco nella suola, venti sterline buttate così...meglio che una caviglia rotta al lavoro e la testa distrutta.
E poi l'irreparabile...
E infine, una litigata colossale, una scenata in mezzo alla strada, parole che feriscono, viaggi senza parole, amici (?):la testa che mi gira, lo stomaco che non mi regge, il mio egoismo che esce fuori, la mia permalosità maledetta.
Ecco ci mancava un litigio. Enorme.
E per litigare con me ce ne vuole.
Sono giorni intensi, tra giri folli di Londra, ricominciare il lavoro, incastrare gli incontri con gli amici, ricevere un salario che ogni mese diventa sempre più basso nonostante il negozio a quanto pare venda come non mai.
Ogni volta che ho un amico che visita Londra, chiunque esso sia, rimane sconvolto dalla frenesia londinese, dagli orari della vita che conduco (conduciamo), dalle peculiarità di una città che non dorme mai E si vedono i lati positivi, quelli delle cose positive, della voglia di dire" mi trasferisco anch'io", quando di fatto i sacrifici e le lacrime e i denti stretti di tutti noi che abbiamo fatto questa scelta vengono occultati. Ogni volta che viene qualcuno a trovarmi, nonostante mi sia posta un limite a questa vita che non posso condurre in questo modo, non mi ci vedo a tornare in terra natia (?). Credo che darò il massimo per rimanere qui, e se non funziona sto ideando un piano di riserva, che i miei non accoglieranno con molto piacere.
Manca sempre qualcosa, manca un uomo nella mia vita, uno vero, uno che rimanga e che ci sia, che non so dove sia. [Ripetizioni]
Dopo una settimana di rincorse, buche reciproche, metro che non funzionano, giri assurdi, ci siamo visti.
Ovvero, due ore di ritardo al parco, il sole inglese che risplende.. E io ad aspettarlo con un paio di occhiali improbabili presi al mercato in un momento di follia.
E sguardi, rivederlo mi riempie il cuore, e mi fa tornare quella paura che sento prima di addormentarmi. Sempre esagerata. Lui mi dice che il prossimo weekend non c'è....Bene, perfetto, io sono in vacanza. TI avevo detto che ero libera. Già mi girano, le scatole...
Mi sento bene con il sole in faccia, sto bene, non so cosa può succedere....
E finiamo a cena a casa sua, una pasta con il sugo di carne, i suoi coinquilini, dei suoi amici, la mia amica.E la sua coinquilina sudafricana, con cuiè andato a ballare la salsa. E mentre lo dici, mi guardi e io mi perdo ad analizzare ogni piccolo particolare, ogni tua parola. Sono maledettamente gelosa, sono maledettamente difficile, non facilmente mi piace una persona, difficilmente mi fido al cento per cento.E invece vorrei smetterla di pensare, stare con te, lasciare scorrere il tempo, fregarmene delle mie paranoie, del fatto che tu a fine estate te ne vai e io non so dove sarò. Mi siedo con te, per cinque minuti sul divano, faccio miei questi momenti. Prima di andarmene a casa, dopo il quarto weekend che passiamo insieme, in un modo o nell'altro,Ok siamo al limite del patetico, lo so. Sono una persona complicata e mi trovo persone complicate. Indecifrabili, amici o che? Non voglio chissà cosa, non voglio una cosa da buttare, Voglio emozioni, non di carta velina, le voglio palpabili, vere, non costruite. Quei minuti sul divano io me li sno fotografati mentalmente, io e lui, non importa quante persone ci fossero in quella stanza, io stavo bene, io avrei appoggiato la testa sulla tua, dimenticando i mille casini, le inquietudini di ognuno che mi fanno addormentare alle quattro e mezza e svegliare alle otto. Solo che non so più cosa inseguo. Ho un sogno in tasca, piccolo, che implica luci colorate e acqua, non so quanto realizzabile.
E ora si gioca ad un gioco nel quale io non so quale ruolo ho. Alcuni mi dicono di agire, altri di aspettare in teoria con "He's just no that into you". Io voglio farmi sentire, lo voglio vedere prima che per il primo weekend, non lo veda. E così che faccio, mi faccio sentire? Lascio passare questa settimana?
Lui è rilassato, prende la vita con tranquillità, ma ha un lavoro sicuro, a tempo indeterminato, una strada già avviata, io mi creo sempre nuove cosa a cui pensare,...ogni giorno...
Mi sento viva con lui, maledetto.
Altro che Samantha, sono sempre Bridget. Ma stavolta, non sono pronta....Help.
Avevo scritto un post, mi si è cancellato, maledetto Spinder.
Sunto.
Si è fatto vivo.
Gli ho dato buca perché oggi al lavoro è stato un macello e ho finito tardi.
All'una e mezza vado a prendere la mia migliore amica.
Mi sono comprata l'ennesimo paio di scarpe, rosse con il tacco in negozio, quindici sterline, affare.
Ah...
domani sera vado (dovrei) andare a cena da lui.
O signur.
Io mi arrendo, gli uomini non li capisco, no no no.
Allora se io ti scrivo: "finisco di lavorare alle 11. Pensi di essere ancora in giro a quell'ora? O se preferisci, domani finisco alle 10 ( °tralasciamo che all'una e mezza devo andare a prendere la mia amica che arriva dall'Italia, ma sì ho voglia di vederti#). Fammi sapere." Questo alle 11 a.m.
Finisco di lavorare alle 10.30 p.m. In anticipo. Ovviamente zero messaggio di risposta. Provo a chiamare. Telefono spento o non prende. Prendo la metro, arrivo in centro. Zero.
Allora, io stupida sì, scema no. Un messaggio non te lo mando, sarai sicuramente ubriaco perso con una bionda da qualche parte. Quindi, facciamocela di nuovo a piedi fino a Waterloo. Entriamo anche a prederci dei nuggets in un fast food che tanto, non abbiamo cenato.
Torniamo a casa, pigiama, togliamoci la giaccia seria, i sandali oro, il trucco, una bella tisana alla menta.
E non pensiamo a cosa si è sbagliato anche stavolta.
Io devo iniziare a pensare seriamente al mio futuro, alla mia carriera, anche se oggi mi sono sentita dire "siamo orgogliosi di te" e non pensare che infondo l'amore, sì quello con la A , esista anche per me.
Sarà ma io a quasi un anno dalla laurea, a un anno di vita qui, mi sento un fallimento.
e giorni pieni, troppe emozioni, the jubilee bridge, le luci della notte che illuminano Londra. Confusione, troppa confusione. Pranzi e cene con amici, lavoro, e addormentarsi alle quattro e mezza per svegliarsi alle otto, con ancora più confusione. Tanta musica, tantissima, una delle mie migliori amiche in arrivo, la camera che è un cesso, il mio cuore che è sottosopra...
e un incertezza (e una paura) enorme.
Ho seguito quello che mi ha consigliato il cuore. Ho finito prima di lavorare, dopo aver risistemato il magazzino delle scarpe, quattro ore, e l'ho invitato per una birra, era presto le 9, lo so che domani deve lavorare. Mi ha risposto che ra già uscito, era stanco e andava a casa, "fissiamo un'altra volta?".
Lo so come sono, maledettamente complicata, ci sono rimasta male, e un po' sono stata sollevata, non so spiegarlo manco a me stessa. Che ovviamente volesse andare a casa per riposarsi e non vedermi. E ho voluto fare la stronza, no tranquillo, sono andata a trovare dei miei amici al lavoro in centro, buona serata e notte, gli ho detto. Ed è vero, sono passata da S., ho fatto due chiacchiere. Non ho fissato un altro appuntamento, non voglio pendere dalle sue labbra, lavoro fino a tardi, forse il mio giorno libero vedo altri amici, nel weekend arriva una delle mie migliori amiche.Poi mi sono infilata l'Ipod nelle orecchie e da Piccadilly con i Massive Attack che mi penetravano sono arrivata fino a Tower Bridge (totale 4 chilometri). Sì era la rabbia, la tristezza, il sollievo che mi spingevano. Nella parte della città che adoro, quella protagonista del mio Sogno. Ed è anche autolesionismo perché vedi coppiette romantiche, abbracciarsi e baciarsi con sfondo Londra e le sue luci.
Ora potrebbe chiamarmi, o non farsi vivo, non lo so, so solo che ora spengo le luci e dormo, per oggi è stato abbastanza. Ho fatto cose che mai mi sono sognata avrei mai fatto.
Taken to the floor
with the reach to the sky
i loosen my tie
i loosen my tie
locking down the door
with the rhythm and rhyme
i loosen my tie
i loosen my tie
trying to recall
what you want me to say
i shake it your way
i shake it your way
counting on the night
for a beautiful day
i shake it your way
i shake it your way
and i say,
you can't get enough
now you can't get enough
given a chance
i wanna be somebody
if for one dance
i wanna be somebody
open the door
it's gonna make you love me
facing the door
i wanna be somebody
now it's your time
and you know where you stand
with a gun in your hand
with a gun in your hand
now i'm no longer an ordinary man
was this your big plan,
your gun in your hand?
and i say,
you can't get enough
now you can't get enough
given a chance
i wanna be somebody
if for one dance
i wanna be somebody
open the door
it's gonna make you love me
facing the door
i wanna be somebody
Mi spiace, ditemi tutti quello che volete, ma oggi sono letteralmente senza braccia.
Non me ne frega nulla.
La mia manager, veramente umanamente gentilissima, sta tentando l'improbabile, sta cercando di cambiarmi posizione, di farmi risparmiare qualche soldino....ma il trasferimento me lo posso scordare, è la situazione pare è assai critica. Mi ha consigliato, personalmente, di non rimanere dove sono, in questa compagnia, di guardarmi intorno perché dove lavoriamo sta succedendo veramente un casino, non voglio immaginare cosa c'è sotto....e che anche lei sta cercando altro.Mi sono un po' sconvolta che questi consigli venissero proprio dal mio manager, in modo gentile e premuroso, e non solo per guadagnare ore per il negozio. Umanità.
"Non rimanere qua..perfavore"...
A chi lo dici....
E oggi no, non voglio sentire nulla, scrivo per me, perché le mie università di assistenza post-lauream tanto famigerata, sai cosa danno...Perchè l'università pubblica agganci anche per stage e tirocini, sai cosa ti offre...
Perché un'altra discussione scientifico/ letterario con la flatmate ha portato ad altri dubbi, perché forse era meglio farsi l'università cazzeggiando come tanti, come tanti pensano che si faccia l'università, solo perché non lavori da dopo le superiori. Perché le settimane a non dormire, i mesi a non uscire, le notti a star male, il mio stomaco a rovinarsi, perché credi fermamente nel valore della Cultura e della formazione personale, dell'Edda di Snorri, di Beowulf,perchè speri che qualcosina, anche partendo da ripulire scaffali, ma scaffali di libri e non di vestiti o cessi luridi, salti fuori perché studi qualcosa che ha un indirizzo e una direzione totalmente diverso dai discorsi di evoluzione lavorativa e di basso/alto/esperienza. Perché non è turismo, economia, cultura.
Ditelo, ditelo, che è meglio prendere quella pergamena, con il sigillo di una repubblica basata su non più so che cosa, ridurla a pezzettini microscopici. E non parlatemi di esperienza, adattarsi, quel che volete. Cazzate, non ci credo. Ho visto e vedo troppa gente in gamba e con le palle fare cose assurde, e altre in posti non di loro merito. E mi dite, qual'è la novità questa è la storia. Lo so sono idealista, di un idealismo basato sull'utopia.
Esperienza è connaturata o diretta a un qualcosa di inerente, o quantomeno a qualcosa di assimilabile.
Perché sono dieci mesi buttati nel cesso, non per la mia crescita personale, ma per quella lavorativa, e ditemi ancora una volta che c'è crisi, lo so. Becchiamocela tutta ste crisi, va bene per riscoprire le piccole cose, per apprezzare i valori veri, spendere meno, ma in sostanza? Becchiamocela noi, questa generazione e come scritto su un quotidiano nazionale, saremo troppo vecchi dopo, siamo troppo giovani ora, abbiamo troppe qualifiche, poca esperienza, dopo ne avremo in campi che non sono nostri.
Dobbiamo dircela tutta?
Perché mi mancano fottutamente i discorsi con certe persone, di certi argomenti, un certo valore snob-intellettuale, di cui ovviamente ricroprivo il gradino infinitamente più basso, di altro valore, e chi se ne frega di essere sempre quella politicamente corretta, quella che viene rimproverata perché chiede scusa sempre, perché sono veramente educata. Sono anche quella che nei momenti di sclero parte con la declinazione di "hic, haec, hoc", con " Shall I compare thee to a summer's day", sono quella che ha sempre fatto "certi" discorsi a sua madre, dicendo che sarebbe finita all'autogrill a Gravellona, ai bagni a prendere le monetine. E sono maledettamente menefreghista, egoista, non me ne frega assolutamente in questo momento della situazione degli altri. Sono incazzatissima soprattutto con me stessa, perché ho sconfitto una vera paralisi e diagnosi senza diagnosi con la mia forza di volonta e non riesco invece a liberarmi di questa paralisi.
Mi sono rotta.
Sono delusissima, incavolatissima, probabilmente si sta avvicinando LA decisione.
E ora ti meriti tutto quello che hai. Ben ti sta.