lunedì, 29 giugno 2009
Ecco uno decide di tornare a casa per rilassarsi, il primo giorno da disoccupata. Casa, tranquillità, pranzo della mamma, esami, dentista e riposo.
E invece arrivi all'airport e non trovi nessuno.  Strano, i miei arrivano sempre in anticipo, l'aereo era pure in ritardo.
Panico.
Poi arriva il daddy solo, e ti dice, non spaventarti, ma è successa una cosa non tanto bella.
E poi vedo la mia mam con la faccia tutta piena di ematomi rossi rossi e il braccio ingessato, si muove a fatica.
E uno non è che non può non spaventarsi. E non mettersi a piangere.
Ecco un incidente e ora ospedale, operazione perché la cosa è un po' complicata e l'osso deve essere messo al suo posto.
Uff, periodo del cavolo, quando la finisci!?!?!?!??!!?!?

Me triste, anche se mi impegno.
Mdnstyle alle 07:15 in: casa, cest la vie
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martedì, 31 marzo 2009
Primo giorno di lavoro.
Dovrei lamentarmi di quello che ho trovato al mio ritorno dopo le vacanze, del magazzino delle scarpe che avevo lasciato in ordine e che sembra un campo di battaglia ( pare che ci sia stata una rissa in un lenzuolo di stanza quattro metri per due). Dovrei inalberarmi per il fatto di non sapere quando lavoro questa settimana.
E invece nonostante tutto sono tornata con un altro spirito. Probabilmente tra due giorni sarò di nuovo con un diavolo per capello ma per ora prendo le piccole cose che mi possono rallegrare la spesso difficile giornata. Cerco di dimenticarmi che ho  appena pagato cento euro e qualcosa per un pezzo di carta che mi arriverà tra un anno e mezzo che mi identifica come dottoressa magistrale.
Invece porto nel cuore i giorni di vacanza con le difficoltà e le gioie accumulate.
Le manine piccoline del nuovo cugino, uno splendore, con occhi azzurri e capelli neri.
La mia cuginetta di tre anni, che dopo tre mesi appena mi vede mi chiama per nome, e io mi emoziono.
La zia e i suoi mali incurabili, il mio tuffo al cuore nel vederla senza i suoi capelli, ma con una parrucca che le toglie almeno quindici anni. Aspettava me, per sapere il mio parere, per farsi aiutare. Quanto dolore.
L'Amore dei miei genitori, che per quanto a volte possa litigarci, sono delle persone meravigliose. Mia mamma ha cucinato tre tipi diversi di lasagne in una settimana, mettendoci dentro tutta la creatività e la passione. Stare con loro, vedere che si vogliono ancora bene forse più di prima, dopo trentacinque anni e più, sapere che ci sono. E rendersi veramente conto per la prima volta cosa voglia dire volere un figlio, lottare per averlo, vederlo crescere e vederlo anzi, lasciarlo andare via. E' l'Amore più grande.
Le Amiche, quelle vere, quelle che fanno i salti mortali per vederti, dopo mesi, per una serata o una giornata in compagnia, per confrontarsi, forse tornando sul presente e sul futuro incerto, ma sì tra un aperitivo e una fetta di pizza e una di mortadella.
Per la prima volta ho pensato che in fondo la città che tanto non sopporto, i cittadini della quale, me compresa, non tollero speso per attitudine e comportementi, un giorno potranno essere parte della mia vita di nuovo, non so in quale entità..Anche perché forse ancora lo sono.
Ho guardato la città dove ho vissuto più di venti anni con occhi diversi, mi sono persa in un attacco di demofobia tra la movida del venerdì sera, in mezzo a macchine di cilindrata grossa, taccchi, ragazzi in giacca e la mancanza di odore di birra a cui sono avvezza.
Ho fatto un viaggio di ritorno alle dieci di sera di sabato piangendo in aereo ascoltando canzoni stupide; avevo troppa paura la hostess mi vedesse e mi chiedesse se stavo bene. Erano lacrime di gioia e di dolore, per tutto quello che sta succedendo di positivo e di negativo a chi mi sta intorno e alla mia persona. C'è la voglia di combattere, reagire e non arrendersi. Nei momenti di difficoltà oltre alle gocce di Bach rifilate dal mio dentista (che non so quanto aiutino ma io le prendo si sa mai) mi ricordo della mia cugina di due anni che chiede alla cuginetta di tre, aprendole la maglietta "Ma tu hai il latte?" dopo aver visto la mamma allattare. Sembrerà melenso, patetico, forse è anche la mia voglia di avere qualcuno vicino al mattino o alla sera, qualcuno che voglia ascoltarmi, forse è la mia voglia di Famiglia e Futuro, ma questa è la Vita.Fatta di sorrisi, di sguardi, di abbracci, di preoccupazioni. Sto allontanando egoistiicamente ciò e chi mi crea inquietudine o troppi pensieri, già ansiosa come sono.Per ora la vivo così, non pensando che possa prendere la strada peggiore, o quantomeno che ci possa essere una deviazione là in fondo, ancora una speranza...Una speranza di Vita.E non solo per me.
Mdnstyle alle 00:16 in: amore, casa, cest la vie
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sabato, 14 marzo 2009
Ho strani pensieri in testa. Giorni intensi, pieni. Nascite, pensieri, prospettive, idee, persone piene di entusiamo, e che bello. Anche pianti, nero, nero, nero. Ma...Spagna, Italia, Giappone, la multiculturalità di Londra, la multiculturalità della mia tesi, filo rosso. E sogno...
Vedo le coppie il sabato pomeriggio, i bambini nel mio negozio e sogno. Sogni più grandi di me, quando non esiste una sostanza. Sogni quando spariscono nel nulla particelle della mia esistenza, puf, quando la decisione di vivere "alla giornata" pare avermi conquistato. Ho ricominciato a sognare.
E' triste constatare di non essere parte più di esistenze simili, mi fa male, ma forse è meglio così. Mi fa male non avere, o forse non avere mai avuto. [ La descrizione di un attimo*].Ho deciso di non piangermi addosso, di non piangere addosso alle persone, di non dirlo se non (amplificatamente) al mio blog come sto. Perché di fondo con i tempi che corrono (anche se sembra un luogo comune) questo periodo fatto di bassi (bassi bassi bassi) e alti è difficile per tutti, in prospettive diverse, ma forse può tirare fuori doti nascoste, vie diverse, sorrisi malsopiti. Tentar non nuoce. Io non cambio per nessuno, mi domando cosa non vada in me, smusso sì alcune parti, ma riparto a suono di rock'n roll, ondeggiando, seppur molto spesso...sola.

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Source: www.abercrombie.com






Mdnstyle alle 22:15 in: amore, casa, famiglia, cest la vie
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venerdì, 28 novembre 2008
Se torno a casa con il night bus e ascolto questa con Hugh, il mio Ipod, ricordando quando la cantavo con te, sulla Ritmo beige ascoltando la cassetta,sì, sono ufficialmente homesick.
E mi mancate, oh Dio solo sa quanto mi mancate, Tutti.
E mentre le cuginette e i cuginetti crescono, sono a chilometri.
Mi mancate.






Mdnstyle alle 23:34 in: italia, casa, music
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