"Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me"
- Kant-
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Un altro colloquio e altra incertezza. Mi sono messa il cuore in borsa, l'ho messo lì nell'angolino. Spargo consigli a destra e a manca, ne ricevo pochi, spesso cammuffati, aumenta la mia voglia di credere, non credere. Oggi giorno "libero", libero sì, da cosa.Non posso programmare la mia settimana, "lui" , colui che deve fare il training, non è proprio tornato. So che non sono i grandi problemi della vita, ma il non sapere come organizzare la mia vita, almeno quella dei prossimi sette giorni, bhe, non che mi dia molto sollievo. Orsù!!!
Infilo i Radiohead in testa, nel train dell'underground. Io che li ho sempre trovati "difficili", già depressi per una ansiosa come la sottoscritta. "I wish I was speciiaaaaaal, so fucking speciaaaaal". Volti stanchi nelle poltrone di fronte alla mia, preoccupazioni di ogni giorni, di sottofondo il silenzio dei vagoni della metro. Uomini in abiti gessati, con camicia sfatta, spiegazzata, "vissuta", risultato di un ennesimo giovedì lavorativo. Coraggio! Si avvicina il weekend per voi, la bank holiday del lunedì. Il carnevale di Notting Hill che questo anno è a me precluso. E Thom Yorke che si insinua. Delicato ed insistente, entra, in punta di piedi, ma con aria decisa.
Il cuore è sempre lì, sottovuoto, striminzito, spiegazzato, a fare compagnia alle monetine da un penny e da due pence, quelle che si accumulano, fino a quando non decido di prenderle e utilizzarle, perché iniziano a pesare troppo.
Quotidiana freneticità al rallentatore.
Livido amniotico in sottofondo. Seduta sul divano della casa del mio amico a Leeds parte il flusso di coscienza, cum-scire. La voglia di scrivere, come facevo una volta, tirando fuori come con un uncino i pensieri dalla mia mente e dal cuore. Una strana sensazione. Ultimamente scrivo solo quello che mi succede con i ragazzi, coloro che ultimamente stanno complicando la mia vita. E invece c'è altro, molto altro.
Mi sono presa tre giorni di pausa, sono fuggita al nord, probabilmente avevo bisogno di ritrovarmi, di vedere da dove tutto è cominciato. Il Nord d'Inghilterra, così diverso dalla cosmopolita Londra. La città è ancora vuota, gli studenti arriveranno all'università solo tra un paio di settimane. Non ho l'ansia di prendere la metro, di arrivare tardi al lavoro, di attraversare la città per vedere gli amici, di sbuffare perché la gente cammina come delle lumache al pascolo.
Qui al nord è cominciata la mia trasformazione, qui sono diventata cittdina d'Europa ed effettivamente anche cittadina inglese, oserei dire. Dall'esperienza vissuta qua ho avuto in cambio amici, relazioni che durano da due anni e mezzo, cambiamenti a livello personale che mi hanno segnato sostanzialmente.
Nelle ultiime settimane mi sono persa. Forse non mi sono ancora ritrovata. In alcuni momenti della giornata, anche al lavoro, ho una sensazione di sfasamento, come l'impressione di non vivere sostanzialmente quello che sto vivendo, di osservarmi da fuori. Questa impressione mi destabilizza, mentre i giorni passano, inesorabili, incontrollabili. L'ossimorica mia vita si rivela ogni giorno stupefacente, con notizie soprendenti che non contribuiscono certamente a calmare il mio stato d'animo così inquieto. A malapena riesco a passare una serata a casa, il mio fisico ne risente, la mia camera è un macello. Forse devo proprio risistemare me stessa prima di riuscire a stare con una persona.
Girovago per il campus, mille ricordi tornano alla mente, le serate, le follie, le notti alcoliche, i discorsi fatti seduti in terra. Ed è la Me di due anni fa, una persona che di base ha gli stessi valori, ma ora completamente diversa. Non so che strada ora stia percorrendo, non so dove finirò. E' già un anno e due mesi che sono qua, un anno e due mesi dalla mia laurea, e il percorso come quello di ogni persona che decide di "sradicarsi" non è smooth. Ci sono le piccole difficoltà di ogni giorno, perché non sei più uno studente; ci sono le difficoltà grosse, che cerchi di tamponare, facendoti anche aiutare e bypassando il tuo orgoglio. Sono quelle di cui parli a poche persone, quelle più grandi che non riesci a controllare, che solo tu in qualche modo puoi eliminare. Quelle che vorresti eliminare con un'enorme X. Everlong.
Nonostante tutto non mi vedo altrove se non a Londra al momento, anche se sono insofferente ultimamente alla frenesia, alla confusione, ai turisti ( in maggior parte spagnoli e italiani).Per ora sono qui, sminuzzando l'esistanza di ogni giorno, masticandola e assaporando ogni cosa. Probabilmente il mio stomaco analizza ogni particella e invece di andare direttamente allo stomaco passa dal cuore. Emozioni.
Non sono più io.
O quantomeno non sono quella delle scorse settimane. Quella degli ultimi giorni. Quella che quando P. (quello del concerto) viene alla reception fa capire che è uscita con tanti ragazzi, che ha una vita impegnata e che di fatto non mi interessa nulla se lui è uscito con una ragazza, quella ragazza con cui deve chiarire a capire a che punto sono nel weekend. Son certamente anche quella che gli dice che "deve trattarla bene quella ragazza". Ovviamente. E non che sia vero che io esco tutte le sere.
Oggi una giornatina assurda, tra ospedale, attese, la mia amica che litiga con il ragazzo che ospita da lei perché lui non ha né casa né lavoro, però ha cura di lei, ma tra loro non c'è nulla...eeeeh...E io che guardo questo, ci faccio la scema, aspetto ore per ritardi. E poi, è come se avessi perso il mio day off, così per un nulla.
E la sera, sfinita, in mezzo all'ennesima litigata ( non mia), decido di farmi la mia solita passeggiata da Waterloo a London Bridge, per rilassarmi. Ha fatto caldo oggi a Londra, un caldo insolito.
Sembra proprio sia dentro ad un film, di cui non capisco la trama, di cui lo sceneggiatore è chissà chi.
Devo smetterla con le (poche) Malboro lights, devo smetterla di torturarmi lo stomaco, devo smetterla di perdermi in pensieri, idealizzando delle persone che mi spiace dirlo, sono semplicemente tanto stronze, quanto approfittatrici. Forse mi vogliono solo per riempire i loro buchi, non lo so, faccio da soprammobile.
Whatever.
Domani è un giorno importante.
Venerdì U2 a Wembley.
Settimana prossima tre giorni a Leeds, con G. Ho biosgno di stare con lui.
Di capire.
Ed è strano, vedo la mia vita delle ultime settimane come se non fosse mia, come se non la stessi realmente vivendo.
E' una strana sensazione.
E' strano al lavoro, per il quale non provo la minima passione, quando invece dovrei dirmi "come sono fortunata", dai impegnati. E invece, no. Chissene.
E' un'altra Mdn. Una forse più spregiudicata. Quella che "ti guardo che mi guardi". Quella che si sente dire "voglio baciarti ora", ma che non si fa baciare quando sei a un millimetro da me, sopra di me, quella che se la tira, quella che esce di nuovo con A., a cena, al cinema, guardandolo negli occhi e dicendogli che "sono un casino di persona". Sono quella che forse è arrivata al punto della svolta e inizia ad essere stronza.
Vedo la mia vita da fuori, ed è una strana sensazione, sto rompendo certe costrinzioni, sto facendo cose che non avrei fatto prima. "Effetto Londra" ritardato forse? Non lo so. E' un turbinio di emozioni. La vida es un carnaval.E ora le redini del gioco le prendo in mano io.
E voilà.
Ne combino sempre una. First. Rimango a Londra. Ho trovato lavoro in un residenza/albergo, tramite un amico della mia coinquilina, ovvero l'omino che mi piace e che non mi considera manco di striscio. In ordine 1) mi ha dato buca sabato 2) mi ha mandato messaggi per sincerarsi andassi ai colloqui per il lavoro e andassi bene 3) dopo averlo invitato a cena visto che ho ottenuto il posto ha osato scrivermi " che lo sapeva che avrei ottenuto il posto visto che sono una "ragazza brava", concludendo con "a presto". Ecco. Io così mi incazzo, proprio sì. Brava ragazza, ragazza brava whatever. E quindi. E quindi la giornata di ieri, da giorno di celebrazione, festafestafesta si è tramutato in qualcosa di...diverso. Secondo.
Caipiroska alla fragola alle cinque. Una bottiglia di Soave a cena. Un'altra caipirinha prima della sera. Sera al lunedì gay per eccezione di Londra gentilmente annaffiato da vodka and coke a volonta. Allora, parliamoci chiaro. Io non mi riconosco più, non sono io. La ciliegina sulla torta è stata conoscere uno spagnolo, e ok sono tornata a casa stamattina alle 9. La mia integrità l'ho portata a casa, ma mi sento tanto tanto tanto stupida. Ora aspetto che mi chiami (sempre che mi chiami). Perché io stanotte ero con lui e pensavo all'altro. E ho pure pianto. Sono una cosa allucinante, allucinante. Io non sono così. Io non sono così. E ora ho anche dei vuoti di memoria, ma no, no sono sicura, spero non sia successo nulla, non voglio che sia successo nulla.
Non sono io. O sono io che sto cambiando. O forse questa parte c'era in me. O forse mi meritavo una sera come questa? Non lo so. Io spero che sia una bella persona, che mi piaccia, che si faccia vivo, che mantenga le cose che ha detto ieri, mentre mi guardava. E questa volta non ci ricamo proprio niente, perché sono stufa, tanto stufa e un pò hopeless, nel senso che già io sto pensando non mi chiami, che non è vero che ci vediamo per comer algo espanol y una cerveza.
No sé.......
Non lo so, non sono io e mi sto buttando via per le persone sbagliate, come sempre, e mi spiace, mi spiace.
Per tre giorni no pensieri per il lavoro, il futuro, Lui.
Oasis a Wembley.
Appuntamento con Lui...un amico della mia flatmate, l'Amico della mia flatmate Come for me and set me free
lift me up and take me where I stand
She believes in everything
and everyone, and you and yours and mine
I waited for a thousand years
for you to come and blow me out my mind
Una settimana pesante da superare, passata tra corsie d'ospedale e dottori, tra "sgridate" di amici, parenti e anche della dottoressa che mi ha detto che certe cose si devono superare "da soli", senza aiuti, anche se ci sono. Io ci sto mettendo tutta me stessa, nonostante arrivino complimenti, per il motivo sbagliato, visto che io tornerei "come prima", ma per star bene.
Ho sentito storie pesantissime, difficili da digerire. E il pensiero di dover forse/magari subire un'altra operazione mi spaventa. Pensiero remotissimo.
E vederti, senza capelli così, insomma, quando nessuno vede, io sì, le lacrime le ho versate. Perché io mi faccio problemi per qualcuno che non mi chiama e tu, tu che potresti lamentarti, che avresti tutto il diritto, tu, non lo fai e invece non fai che cercare di trasmettere la gioia di vivere a me, che ultimamente l'ho persa del tutto, tranne quando mi ripiglio attraverso la musica e i ricordi. Mi avrebbero anche preso a sberle. In tanti.
Mi sono concessa un altro regalo. I Blur, ad Hyde Park. Indie, troppo indie...e rock and roll.
La musica filo conduttore, sempre. La mia droga.
E quell'empatia.
E vederti. dopo due anni e mezzo, bhe fa il suo effetto. Sapere anche che io sono lì in parte a te, perché ho preso il posto di qualcun altro. Due anni, sembra una vita fa. Anzi. Tre anni fa, quando ti conobbi quella sera, la mia prima sera. . Così empatico, amante della musica come me. In te, ho ritrovato un Amico, con te oggi, tra una pinta di cider e un panino, sono riuscita a sbloccarmi, sono riuscita a vedere la parte emotiva del genere maschile che spesso viene nascosta. Che forse non c'è in tutti, anzi.
Con Damon che canta "Tender" noi lì alla fine in quinta fila, a sudare, a cantare, in mezzo a migliaia di gente, in mezzo a inglesi che spingono ma che non passano, io da sempre "lato Oasis", persa nella Parklife al concerto di comeback.
E sono emozioni, sono sensazioni che perdendomi nella musica provo, tra pensieri, parole e quel duplice pensare "we're so emotional", detto poi in una lingua che è un brivido tra inglese italiano e spagnolo, tutti figli di altri paesi, nati in un posto e cresciuti in un altro. Ed è buffo sentire pensieri che mi dici in inglese e poi in italiano e poi di nuovo in inglese. Io ripenso a quella discesa dalla Met al centro, percorrendo Woodhouse Lane, penso ai discorsi, al mio trovarmi sempre "in mezzo"...
Consigli, pareri, idee sul cosa e come fare. Ed un periodo "così'".
Ed è così... " I am waiting for that feeling to come", ora che mi trovo una pagina bianca davanti, che devo riempire presto, prestissimo, a costo di buttare via il libro che sto scrivendo da tempo.
La riempio di me, questa settimana prima dei ventiseianni. E Qualcuno ha trovato un modo per farmi "un regalo di compleanno posticipato" in modo particolare, forse senza rendersene conto...e così sabato prossimo sarà Wembley, Oasis, Noel, "Slide Away" e altre lacrime. Mi spiace perché perderò una cosa a cui tenevo, ma tutto è successo così di fretta, di conseguenza a come stavo prima di partire domenica.
E' stato fondamentale ad inzio settimana avervi vicino. Subito, perché manco una gru mi avrebbe tirato su.
E' ora cercando di convincere me stessa in primis dico, coraggio, forza.
Comunque vada.
Egoisticamente, fottutamente per Me. E per voi.
Ecco uno decide di tornare a casa per rilassarsi, il primo giorno da disoccupata. Casa, tranquillità, pranzo della mamma, esami, dentista e riposo.
E invece arrivi all'airport e non trovi nessuno. Strano, i miei arrivano sempre in anticipo, l'aereo era pure in ritardo.
Panico.
Poi arriva il daddy solo, e ti dice, non spaventarti, ma è successa una cosa non tanto bella.
E poi vedo la mia mam con la faccia tutta piena di ematomi rossi rossi e il braccio ingessato, si muove a fatica.
E uno non è che non può non spaventarsi. E non mettersi a piangere.
Ecco un incidente e ora ospedale, operazione perché la cosa è un po' complicata e l'osso deve essere messo al suo posto.
Uff, periodo del cavolo, quando la finisci!?!?!?!??!!?!?