"Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me"
- Kant-
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“The only people for me are the mad ones, the ones who are mad to live, mad to talk, mad to be saved, desirous of everything at the same time, the ones who never yawn or say a commonplace thing, but burn, burn, burn, like fabulous yellow roman candles exploding like spiders across the stars and in the middle you see the blue centerlight pop and everybody goes "Awww!” /Jack Kerouac/
Scherzi del destino. O no?
Welcome back in London. Accendo l'Ipod e i Beatles mi accolgono, a chilometri da Liverpool, lo so, ma pur sempre nella loro terra. Beffa. Lo so anch'io di cosa ho bisogno. Una canzone lo sottolinea. O forse mi ricorda di tutto l'amore che mi sono portasta via da casa. Quello che per la prima volta mi ha fatto partire con gli occhi lucidi e la paura di un distacco che non ho mai avuto prima, la confusione nella testa e le stesse parole ricorrenti che si rincorrono saltellando nella mia mente. Mile pensieri intrecciati alla volta, che si aggrovigliano, si confondono, si fanno lo sgambetto. Poche certezze, forse ancora meno, se non quella che questa settimana a casa mi ci voleva. Melensa, vera. A bere Prosecco appena arrivata, con le amiche. Un sabato sera, in una città con il suo centro spoglio a versi, colma in angoli conosciuti. Odio. Amore. Il pranzo della domenica. Sistemare quelle parti del mio corpo che per geni ereditate mai saranno sistemate. Entrare in nell'odioso ospedale dopo quasi cinque anni e farsi venire le lacrime agli occhi solo per mettere una firma una. Sentire parlare di cassa integrazione, ferie e non sapere come barcamenarsi. Un'operazione, andata a buon fine. Andare a prendere una bimba all'asilo. Vedere che si ricorda di te, che ti regala un disegno di cui tu non trovi capo o coda. Sentire un piedino che scalcia, un gomito lì sotto. Che emozione. Indescrivibile. E tu? Tu sei lì, che smetti di ascoltare, che ascolti troppo. C'è chi va e chi viene. E non riesci a dare risposta alla domanda innocente di una bimba che ti regala dei cuori di carta e ti dice " Perché devi andare così lontano?".Un turbine di emozioni, di sensazioni e per ora, ancora più confusione. La solita metafora di "ogni uomo è un'isola", ora più che mai, mai così attuale per me. Da ricordare: le ore aspettate seduti per i corridoi nelle varie facoltà ad aspettare il tuo turno, con il mal di pancia, ascoltando gli orali degli altri...E poi viene il tuo turno. E' tutto è diverso. Non si sa se in meglio o in peggio. E il tuo turno, in ogni caso. Il tuo nome, il tuo libretto, la tua preparazione, la tua ansia, più o meno celata, le tue indecisioni, tu, insomma. Ecco mi dia il libretto. I miei li ho consegnati tempo orsono. Ho solo delle fotocopie. Che attestano la mia conoscenza. O che presuppongono la mia conoscenza. Metaforicamente, flusso di consciousness. Blake, Shakespeare, Wilde, Coleridge, Vargas Llosa, Cervantes. In coda, o semplicemente chiusi dentro le pagine di libri che hanno visto notti insonni, piene di "non ce la faccio", di corse dietro a un treno, di lezioni tra una pausa alla macchinetta del caffé e il giardino. Tutti cresciamo. Qualcuno insegna, altri fanno il tirocinio, altri non hanno ancora finito. Tutti cercano la loro strada. E' il tempo è tiranno. Non perché corra, anche quello certamente. Il tempo, con alti e bassi, procede il suo flusso e riflusso, incombente, senza curarsi dei riflussi che trascina, inequivocabilmente. Alas... Una maggior consapevolezza dei mezzi, delle proprietà di qualità, a contrastare con la convinzione che non esistano o non possano essere sfruttate. A confronto con enti in grado di farlo e per questo più effettivi. O che sia o non sia. Sproloqui letterati, parti di menti a lungo sterili, costrette a operare secondo meccanismi nei quali non si indentificano. E così è il logos, la parola, che lotta per trovare nuova forma. Qualsiasi forma.
Che le permetta di sognare.
Nei vuoti d'aria della realtà tracciamo traiettorie migliori.
Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito dopo di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra col dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. E' qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversarlo un passo dopo l'altro. Non troverai né sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo. Soltanto una sabbia bianca, finissima, come fosse fatta di ossa polverizzate, che danza in alto nel cielo. Devi immaginare questa tempesta di sabbia. (...) E naturalmente dovrai attraversala, quella violenta tempesta di sabbia. E' una tempesta metafisica e simbolica. Ma per quanto metafisica e simbolica, lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il loro sangue, e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani. E' il tuo sangue, anche il sangue di altri.
Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia.
da "Kafka sulla spiaggia"- Murakami Haruki
Questo estratto dal libro che sto leggendo rappresenta bene l'ultimo anno, difficile, di solitudine forzata a volte, voluta altre, necessaria purtroppo. Solitudine che però mi ha fatto scoprire che non sono sola. E dei biglietti commoventi me lo hanno dimostrato, la vicinanza delle persone mi ha fatto aprire gli occhi. E forse era necessario passare attraverso le lacrime, il sentirsi sola, l'arrabbiarsi e il ricominciare.....
Primo: grazie a tutti coloro che mi sono stati vicini con commenti, messaggi, telefonate, in persona, con il pensiero. E' andato tutto benissimo, il controrelatore è stato "simpatico", ma è finalmente uscita quella parte di me che si arrabbia, che risponde a tono educatamente, che riesce a parlare per mezz'ora infervorata ( forse troppo), che mette la mano sul tavolo della commissione in un attimo di foga per dimostrare l'amore per quello che ho letto...e sono felicissima di riuscire ad aver ottenuto tutti i cinque punti possibili per l'orale, conoscendo la commissione e per come mi avevano avvertito prima sulla qualità del mio lavoro non ci credevo proprio. Sono stati colpiti dall'orale (sono riuscita anche a parlare inglese) e ne sono soddisfatta molto, per questa volta me la tiro!!!Non pensavo di prendere 105 e per quello che sono e come sono è tanto per me e ricompensa le mie fatiche! E' meno del triennio, ma con i voti dell'erasmus, anche se con quattro esami in più alla fine sono soddisfatta...di me!La giornata è stata splendida, anche se l'ansia ha giocato brutti scherzi, come è normale, e sono stata male al mattino. Sono stata onorata di aver avuto vicino persone che ammiro! Ho ricevuto splendidi e sinceri regali sia materiali che sotto forma di pensiero. Grazie
Secondo: prima avevo il tempo ma non l'ispirazione, ora potrei scrivere per ore, ma non sono mai a casa....! Sono in giro a salutare le persone, gli amici (!), i parenti. E anche il dentista! Ieri non mi sono risparmiata causa urgenza blocco della mandibola plus schiena e collo ( anche in sede di tesi di laurea a complicare le cose) una seduta di quattro ore e mezza sul lettino del dentista in mezzo ai cantieri degli operai che stanno risistemando lo studio. Pare che vada meglio ma ora ho un altro appuntamento, per cercare di partire più tranquilla e sistemare come si può la situazione.
Proprio vero le cose all'ultimo momento e tutte insieme!Ma ce la si fa!
Terzo: ovviamente riesco a scrivere molto meno. Mi manca il mio spazio, i vostri commenti, il confrontarmi. Ero scettica riguardo allo spazio blog, ma qui ho incontrato persone in gamba che ho incontrato nel "mondo reale" o che sento via telefono o facebook. Vi ho messo tutti nei ringraziamenti della mia tesi, ESC e no, perché senza di voi, anche se può sembrare folle, non sarei riuscita a raggiungere i miei traguardi preposti e finire prima di compiere 25 anni, come mi ero prefissata virtualmente. Quindi grazie, sincero.
Quarto: giovedì parto, all'alba, all'avventura. Sarò ospite da una famiglia dove ho già vissuto un mese per i primi tempi e poi si vedrà. Cercherò un lavoro non so cosa, non so come, sento solo che devo farlo. E se non riuscirò pazienza, ci avrò provato. Non avrò una connessione internet, ma spero di trovare qualche rete wi-fi per connettermi e potervi dire che non sono finita sotto il London bridge. Non vedo l'ora di incontrare la big sis e bere un cappuccino da Starbucks ( anche se shhh l'ho già bevuto a Praga!!!!!) e poi si vedrà. So che non sarà affatto facile cominciare da zero, ma ce la metto tutta. E lo sapete che non sono cocciuta...di più!!!!
Quinto: potrei tornare a scrivere domani, tra due giorni o una settimana. Spero presto, ma con le ultiume cose da fare e la confusione, i miei che sbirciano (!) non so come e quanto aggiornerò. In ogni caso voi che mi leggete sapete bene o male come rintracciarmi ( al massimo pvt) quindi fatevi vivi!