"Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me"
- Kant-
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E' un'ossessione.
Meno due al concerto degli Oasis a Wembley, meno uno al concerto (gratis) di Paolo Nutini vinto con l'Itunes festival, domani ultimo giorno da venticinquenne. -23.
( e vorrei smetterla di farmi film mentali)
Un altro colloquio truffa.
Prima settimana da disoccupata quasi finita.
La fine di qualcosa, l'inizio dell'infinito, dell'ignoto. Domani comincia la mia ultima settimana di lavoro. La settimana dei saldi, con orari assurdi, fino a mezzanotte per il markdown dei vestiti. Sei giorni su sette. E da domenica, disoccupata. D-i-s-o-c-c-u-p-a-t-a. Fa impressione a sentirlo dire. E' una scelta consapevole, di cui sono sicura, orgogliosa e fortunata. Fortunata perché posso farlo, non potrei in reltà, ma voglio sfidare il mio destino, voglio che sia obbligato a farmi capire la strada che voglio prendere. Ho passato una domenica particolare. Una domenica con il sole. Una domenica strana, intensa, forte, complicata. Un'altra domenica con lui.Un gelato, la passeggiata. E il mio desiderio di fare un giorno quel pezzo di fiume e di stendermi con una persona per me importante si è avverato. Peccato che questa persona, stesa con me sull'erba di fronte a un famoso museo si sia addormentata, e non abbia fatto quello che molte coppie intorno a noi facevano. Nel frattempo ho chiamato il mio angelo custode in Italia, ho cercato di farle capire la situazione (grottesca) di avere vicino uno che ti piace, e che si addormenta (!) con te sdraiata al suo fianco. Volevo sprofondare.E ora, ora altre due settimane senza vederci, senza sentirci, perché tu non mi manderai neanche un messaggio per sapere come sto, se ho trovato lavoro. Tu giri, giri e pare che di me non ti interessi, forse sono solo un riempitivo dei tuoi weekends.Torni al mio compleanno e poi...poi riparti. E mi rimmarrà un mese, prima che io sappia il mio destino, prima che io debba ritornare in Italia e tu, lassù. Quel bacio che ti ho stampato sulla guancia, prima di scendere dalla metro, quel bacio d'impulso, dopo che tu mi avevi già abbracciato, come un'amica, per salutarmi, per me significa tanto.Ho fatto una fatica immensa per dartelo, per me contiene tutto quello che vorrei dirti, quello che vorrei farti capire, e non posso, perché di fronte mi trovo una persona sì tranquilla,pacifica, ma spesso fredda. E io, vorrei tanto vedere cos'hai dentro, ma forse, tu, sì tu, non vuoi mostrarmelo e io sono solo, la solita persona sensibile. Inizia una nuova settimana, tanti cambi, una scorza dura, la voglia di tornare a casa dopo tre mesi senza vederVI. E ho voglia di amici, che veniate a trovarmi, perché ho voglia di un'abbraccio, di emozioni, di coccole. Ho voglia di sentirmi. Come mi sono sentita questa sera, al concerto dei Linea 77, vedendo Dade, cantando "Fantasma", con un'altra cinquantina di persone, un concerto "intimo", forte, quello che mi ci voleva. Prima un tramonto su Londra, da Primrose Hill, io e una lattina di Red Bull, io e i miei pensieri, io e la città di fronte a me, a ricordarmi tutte le paure, le gioie, le persone che ci sono e quelle che ho perso per strada. Quelle che partiranno e quelle che rimarranno, forse anche quando io (dovrò) forse, lasciarla, questa maledetta amatissima città. Emozioni contrastanti, il mio cuore su un altare, vivo, pulsante, a volte grondante. Eppure pompa. Pompa sangue,dolore, emozione. Conduce tutte le vibrazioni incanalate da sguardi, paure, dolore (fisico ed emozionale). Il valore della parola, di un incertitudo che non solo io provo.
E che sia, quel che sia, secondo il mio meglio, per star meglio, secondo destino. Amen. (In modo blasfemo)
Ho seguito quello che mi ha consigliato il cuore. Ho finito prima di lavorare, dopo aver risistemato il magazzino delle scarpe, quattro ore, e l'ho invitato per una birra, era presto le 9, lo so che domani deve lavorare. Mi ha risposto che ra già uscito, era stanco e andava a casa, "fissiamo un'altra volta?".
Lo so come sono, maledettamente complicata, ci sono rimasta male, e un po' sono stata sollevata, non so spiegarlo manco a me stessa. Che ovviamente volesse andare a casa per riposarsi e non vedermi. E ho voluto fare la stronza, no tranquillo, sono andata a trovare dei miei amici al lavoro in centro, buona serata e notte, gli ho detto. Ed è vero, sono passata da S., ho fatto due chiacchiere. Non ho fissato un altro appuntamento, non voglio pendere dalle sue labbra, lavoro fino a tardi, forse il mio giorno libero vedo altri amici, nel weekend arriva una delle mie migliori amiche.Poi mi sono infilata l'Ipod nelle orecchie e da Piccadilly con i Massive Attack che mi penetravano sono arrivata fino a Tower Bridge (totale 4 chilometri). Sì era la rabbia, la tristezza, il sollievo che mi spingevano. Nella parte della città che adoro, quella protagonista del mio Sogno. Ed è anche autolesionismo perché vedi coppiette romantiche, abbracciarsi e baciarsi con sfondo Londra e le sue luci.
Ora potrebbe chiamarmi, o non farsi vivo, non lo so, so solo che ora spengo le luci e dormo, per oggi è stato abbastanza. Ho fatto cose che mai mi sono sognata avrei mai fatto.
Tutto accade così in fretta.
E porto con me sguardi,sorrisi, emozioni di una giornata, la domenica delle Palme, quella prima della Pasqua.
La messa la mattina con palme invece del ramo di ulivo, il sole che fa capolino timido nel cielo inglese, le mie ballerine bianche e nere indossate senza calze.
La passione di Cristo, il Padre nostro in latino, l'inizio della settimana santa. Una settimana santa atipica, la seconda in Inghilterra, la seconda in un paese non cattolico.
Il mio giorno libero, dopo la frustazione del sabato, la voglia di succhiare ogni minuto, rivoltarlo, assaporandone ogni singola sfumatura.
Il passo deciso di un'amica al mio fianco. Un pranzo condito di chiacchiere, una giornata da vivere, riempiendola di pensieri e sorrisi. I mercatini di Londra, Brick Lane, Spitafields and Petticoat, una borsa, l'ennesima. La mia pancia che mi ricorda cosa mi aspetta. Ansia, paura di non essere all'altezza.
Poi, din don, sei e mezza. E' ora.
Uno sguardo al mio viso, i miei occhi contornati da occhiaie che nessun fondotinta potrà mai coprire. E lo vedo, là in fondo, con Piccadilly alle sue spalle. Un'energia contagiosa e dopo due anni e mezzo, ancora tu, tu nella mia vita, in quale entità se minima o importante non lo so.Sei stato pensiero diversivo allora, potresti esserlo ora per cacciare via qualcosa, qualcosa che non merita un posto che occupa attualmente.
Vedere che ti ricordi cosa mi dicesti quella notte, quando ti conobbi. E ora...
Un drink insieme, il tempo che vola. Battute, chiacchiere, amici.
Una cena e la sensazione, per la prima volta, dopo mesi, forse più, di stare bene. Ma bene davvero. Senza vergogna, senza pensare a cosa e come dire le cose. Avere la sensazione di essere ascoltata, capita, da chi l'esperienza l'ha fatta prima di me. Un sorriso, che mi entra dentro, senza significati ambigui, un sorriso sincero. Passeggiare insieme così, fianco a fianco, con la luna su Covent Garden, senza doppi pensieri, senza chissà cosa. Sei mesi davanti. Un vivere giorno per giorno come ho deciso io, come di fatto non faccio, come mi dici non posso fare se ho sogni. Sei mesi, il tutto e il nulla.
Non ci si aspetta nulla. Il mio cinismo supera tutto, lo so che non posso e non devo aspettare nulla.
So che i miei occhi sorridevano, so che sembravo felice, no anzi, so che ero felice.
In ogni modo oggi è stata una giornata intensa, una giornata felice, da contrappeso alle delusioni di tante persone, alle lacrime e alla rabbia malcelata.
Il futuro è fatto di imprevisti, di non corrispondenze e zero illusioni. Ma....ma...
Uno solo di quegli sguardi, uno solo, the way you looked at me, the way you were listening to what I was saying, were enough to make my day.
Oggi mi sento un Fallimento.
Due lauree.
Due pezzi di carta.
Master che non posso fare.
PHd che non sono in grado di fare.
Mondo del publishing chiusissimo.
Io senza capacità.
Confrontarmi con persone che guardano solo l'aspetto esteriore.
E osano negarlo.
Sentirmi uno schifo.
Parlare ancora con chi dice "Io io io" e non ti ascolta e non si accorge che non parli, non proferisci parola.
Saper fare nulla.
Sempre i ragazzi sbagliati.
Che si rifanno vivi.
E tu vorresti solo un abbraccio, non chiedi il mondo.
Ma no, no, no.
Sempre gente che ti chiede aiuto.
Ma e se ad avere bisogno di aiuto fossi io?
Perché devo sempre farmi viva io e gli altri no.
Continuare a chiedere soldi.
Non sentire gli amici.
Sono stufa,
voglio imparare a essere egoista.
Non ne sono capace.
Dove sto andando?
NERO TOTALE.
I want my lil slice of happiness. I (might) deserve it. Just a taste.
Perché..perché
perché se provano ci lamentiamo subito..
e se non ci provano (e che cavoli) ci lamentiamo!?!?!
E perché invece ci provano quelli sbagliati e quelli che ci interessano ci invitano anche a uscire ( di nuovo) e sono rimbambiti?
I don't know what to do...and what to think.
Inizio a non sopportare proprio più questo lavoro-non-lavoro. RItmi serrati, pochi soldi, fatica,gente maleducata, e aggressiva, team leaders che si credono di essere chissà cosa, quando hanno due anni in meno di me, in fondo non lavorano chissà dove e credono di avere chissà quale potere. Io mando giù, convincendomi che da settimana prossima devo rimettermi all' opera ( e alla ricerca) ora che ho internet. Devo cercare un lavoro per lo meno "normale", che non mi faccia arrivare a casa di notte, senza turni di dodici ore, e possibilmente, senza puzzare di pollo. Che ne ho abbastanza. E mando giù lacrime, troppe volte.
Sarà che sto pensando troppo ad "altro". Destino o no, non lo so, fatto sta che io oggi attaccavo alle 17, lui finiva alle 4.30 pm e l'ho incontrato in una stazione di metropolitana di una metropoli, scontrandoci in senso opposto. Ecco io non ho potuto fare a meno di fermarlo, di toccarlo su una spalla tra centinaia di persone, lui perso nella musica delle sue cuffie. Ecco non lo so, piccola cosa, avrei potuto far finta di non vederlo, ma l'ho preso per un braccio....e l'ho salutato...così. (Sono patetica, lo so). Fatto sta che il destino è beffardo, giocherellone..Incontrarsi all'entrata....mentre io vado, lui torna, in ora di punta. L'ansia mi sale perché di fondo usciamo per una cosa tranquilla, e io mi sto facendo chissà quali castelli, che smonto subito. E' una semplice uscita...ma la mia ansia di non essere all'altezza, come al solito, torna.
Oggi ho salutato i miei, siamo stati bene insieme, mi mancano un sacco. Dopo il primo giorno di impatto/scontro con questa città, si sono resi conto di quanto sia poliedrica...e bella. Non so quando li rivedrò, non ho idea del mio futuro. E' stato bello fare "gli scemi" con loro, trattarli come amici ancora una volta, ridere di gusto, scontrarsi su piccole cose, come sempre, farli rendere conto che la mia dimensione attuale mi fa stare bene, non come stare in Italia...e se ne sono ampliamenti resi conto. Mam ha versato qualche lacrima nel salutarmi e anche il dad si è commosso. A casa alcune persone non stanno di nuovo bene, e han bisogno di loro. Io non posso fare altro che pregare, davvero.
Domani arriva M con il suo ragazzo. Li incontro prima del lavoro, al pomeriggio.Lavoro fino a notte, poi esco a ballare, poi vengono da me a dormire, poi lavoro 12-17, lo vedo finalmente....poi L'Uscita. Oddio non so come sarò ridotta. Belle premesse vero? Due giorni senza sonno. Faccia inguardabile. Proviamola. Opto per jeans, maglietta rosa nuova, top senza maniche...devo decidere la scarpe...In realtà ho visto un'altro top nero, ma credo sia "troppo" non voglio esagerare....
..e se penso che lui non è affatto il mio tipo, ma che quella voce, quegli occhi, non mi fanno capire nulla...e io, chi ha detto che io possa piacergli.
Giochiamocela...in qualunque modo vada.