"Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me"
- Kant-
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E tornare in Italia mi scombussola.
Senza sapere se rimanere, se tornare, se cercare.
E intanto, riposo, ancora qualche giorno, prima del ritorno in Albione.
( Sarà per questo che compro biglietti di concerti per l'estate -U2, Paolo Nutini, concertite ufficialmente contratta, la musica è la mia vita-, per impedirmi di tornare nello stivale?)
Questa volta sono davvero confusa, mi sento in colpa perché con il mio pessimismo allontano persone e forse le faccio sentire anche male. Ho perso persone, le ho allontanate e ho capito forse in un momento come questo quali siano quelle che invece tengono a me. Vorrei essere ottimista anch'io perché DEVE cambiare e PUO' cambiare. Voglio il sorriso del nove giugno 2008, quello del novembre 2005, quello del 5 maggio 2002, quello di altri giorni indimenticabili. E ovunque sia, qualcunque cosa accada, voglio quelle persone accanto a me, fisicamente o virtualmente. Quelle i cui nomi sono nella mia tesi di laurea.Voglio persone con valori veri, quelle che hanno occhi con grandi ambizioni, ma anche grandi valori. Voglio il valore del cuore e del cervello e meno quello dell'estetica e dell'apparenza. Il valore dell'Amicizia e della Lealtà. Anche se diverse da me, ma amiche.Questi giorni in Italia mi hanno aiutato in parte a ritrovarmi, sebbene nella mia testa resti una grossa confusione, indecisione e forse anche paura. Come la paura che provavo quando i ladri entrarono in casa mia quando ero piccola e io non potei dormire per mesi, chiamando mio papà di notte per assicurarmi della sua presenza. Andare, tornare, provare...chi lo sa, solo io, fino a quando. E tutte le cose che non mi piacciono del MIO paese ( mai come ora nel bene e nel male mi sento così italiana) questa volta, forse per la prima volta mi hanno fatto riflettere e non mi hanno fatto mancare Londra. Non mi piace la mia città, non mi piace l'italiano medio, anche se inizio a pensare di esserlo io stessa. Cos'ho in fondo di speciale? Ah, benedetta confusione! Attendo un segno e mi do da fare, forse ora non solo in un senso, ma in vari "sensi", e la sorte deciderà.
Torino e il suo cielo su di me, amiche che non vedevo da mesi, il sole a corollario di una giornata piena, piena davvero.
Un aperitivo con le amiche e la gioia di rivedere una persona importante che non incontravo dalla mia partenza, nove mesi fa.
Piccoli bimbi che crescono, nuovi arrivi. I miei venticinque anni, ventisei a confronto con esistenze altre ma simili.
Dormire, nel mio letto, tranquilla, beata, finalmente.
Regredire? Non so.
E mi aspetta ancora una giornata, una serata, e un altro giorno.
E poi e Londra, il mio sogno.
Lo è ancora? Sogno ancora?
Diamoci da fare!
Sono i piccoli gesti che ti rallegrano una giornata.
Sono piccoli grandi gesti che possono cambiare tante cose...
Piccoli gesti che ti stupiscono.
Ti soprendono.
Ti stampano un sorriso grande grande sul viso che cancella tutto quello che è successo prima.
Alcuni gesti ti confondono, ti fanno pensare "e se, magari, forse".
E ci ricami, costruisci castelli...
Ma in fondo è tanto bello sognare e sperare....
Sveglia alle 5.
Colazione veloce.
Esco nel freddo della mattina londinese.
Autobus.
Metro con i primi temerari, i builders che si addormentano come me nella metro.
Ipod.
Scendi le scale, gira per i corridoi.
Prendi l'altra metro.
Fai vedere il pass.
Intanto albeggia.
Apri l'armadietto.
Togli il cappotto.
Vai dal tuo manager.
Senti cosa devi fare.
Inzia a sistemare le pile di cose.
Arriva un transfer.
Vai a beccare l'uomo del corriere nel parcheggio.
Porta su una ventina di scatole e tre carrelli, per fortuna con altre due persone.
Parla spagnolo tutto il giorno.
Sorridi insegnando la fonetica.
"Oh sei la mia insegnante/traduttrice"
Eh cavoli come mi piacciono le lingue e la letteratura, only God knows.
Finisci di lavorare.
Spiega al capo perché ci sono ancora pile di vestiti.
Frustazione.
Inveisci contro quelli del turno di sera, perché nonostante cartelli giganteschi lasciano il magazzino in maniera indecente.
E la responsabilità è mio.
Non so perché.
Spiega che le mani sono due.
Le tue.
Guarda il cielo su Londra.
Pensa alle persone che ami.
Pensa a quelle che ti hanno deluso.
Persa a quelle che hai deluso.
Pensa a quelle che non senti.
Pensa a Lui.
Nonostante tutto.
Pensa a Natale sola.
Pensa che è stata una tua scelta.
Che bene o male ti paghi casa, spese.
E vivi da sola.
Pensa che sei sola.
O autonoma. Indipendente. Dipende dai punti di vista. Quasi al 100 per cento.
Ma scoccia ancora chiedere.
Ma ci sono amici che anche se magari non senti o vedi sempre ci sono.
E che è bello risentirli, ricevere un messaggio o una mail.
O vederli.
Pensa che ci sono due splendide persone che ti vogliono un bene dell'anima.
Che devo smettermi di farmi vedere in webcam triste triste.
E per loro e per me la devo smettere di piangere e darmi ancora di più da fare.
Pensa che devo smettere di ascoltare chi dice "Ah sei a Londra! Ti diverti di sicuro!"
Le foto, le cose che vedi in Facebook, sono un centesimo della vita reale, fatta di una casa dove non hai il letto e il cibo pronto, dove devi incastrare tempo per fare la spesa, vedere le persone, rilassarti un attimo...e sì fare una lavatrice. Dove costruire relazioni interpersonali profonde è molto difficile.
Dove una domenica con le amiche ti rischiara tutta la settimana.
Questa era ed è la mia scelta. Anche se ho pensato di tornare negli scorsi giorni.
Questa è la scelta che hanno fatto altri, che ce l'hanno fatta, che ce la stan facendo o che forse non ce la faranno. E torneranno. Ci hanno provato.
E' quella di chi lascia tutto, di chi vive un amore a distanza, di chi non vede la famiglia, i nipoti, i cuginetti da tempo, per trovare chissà cosa, chissà come.
Questa è una scelta. La mia scelta. Ora.
Oggi mi sento un Fallimento.
Due lauree.
Due pezzi di carta.
Master che non posso fare.
PHd che non sono in grado di fare.
Mondo del publishing chiusissimo.
Io senza capacità.
Confrontarmi con persone che guardano solo l'aspetto esteriore.
E osano negarlo.
Sentirmi uno schifo.
Parlare ancora con chi dice "Io io io" e non ti ascolta e non si accorge che non parli, non proferisci parola.
Saper fare nulla.
Sempre i ragazzi sbagliati.
Che si rifanno vivi.
E tu vorresti solo un abbraccio, non chiedi il mondo.
Ma no, no, no.
Sempre gente che ti chiede aiuto.
Ma e se ad avere bisogno di aiuto fossi io?
Perché devo sempre farmi viva io e gli altri no.
Continuare a chiedere soldi.
Non sentire gli amici.
Sono stufa,
voglio imparare a essere egoista.
Non ne sono capace.
Dove sto andando?
NERO TOTALE.
I want my lil slice of happiness. I (might) deserve it. Just a taste.
Sono sempre la solita...sempre per quelli sbagliati.
Perdere tempo per uno che è convinto che tutte cadano ai suoi piedi e me lo dice apertamente, che mi racconta particolari personali e intimi delle sue ex, che aggiunge la mia amica su facebook perché è sexy e se la "vuole fare", che sta giocherellando sull'evidenza di sapere che a me interessa, che continua a lasciarmi messaggi in questo mondo mediatico in cui sei sempre raggiungibile...
Io non credo di meritarmi questo: flirtare va bene, non piacersi anche, ma esigo di essere trattata bene e io a questo gioco non voglio giocarci. Ho venticinque anni, non quindici. Non voglio trovare l'uomo della mia vita, ma una persona con la quale condividere pezzi della mia vita, della mia personalità. Non ho bisogno di sprecare i miei sentimenti così.
Non sono così, ho provato a essere leggera, "superficiale", ma non ce la faccio, non ci riesco, la vera Mdn torna a galla. Non sono piu un adolescente, non sono una donna ( oddio mi viene in mentnte la canzone di Britney Spears)
Ho bisgno di andare avanti per la mia strada, ridare priorità alle cose, alla cultura, alla mia carriera, al mio futuro.
Lunedi inizio a lavorare come semplice sales assistant nella catena di negozi di vestiti più grande del mondo. Ci metterò tutto il mio impegno, anche se il lavoro non è quello a cui aspiro, ma sono molto entusiasta in ogni caso. Sono tutti molto "fashion", e vogliono che non si faccia semplicemente il lavoro da "commessa", ma da "fashion advisor" ...bhe per me basta potermi truccare e mettere smalto :) E viva lo sconto dipendenti!!!Il new shopping centre sarà uno spettacolo, con Hugo Boss, Burberry, Louis Vuitton e ...tadaaaa niente McDonalds e KFC, can't believe it! Credo poitrei morire li dentro,...shopping shopping shopping!!Il training di due giorni in un cinema in cui ci hanno spiegato il profilo della compagnia e dato le informazioni è stato veramente interessante! E il big boss dell'azienda in Uk è italiano! La maggior parte delle persone con cui lavorerò sono spagnole o non inglisc e l'ambiente è davvero multiculturale. Speriamo bene...
Ed ora è arrivato il momento di iniziare a guardare le case editrici e il mondo della cultura. Ho tralasciato troppo tutto, che ho finito di dimenticarmi che per quanto poco valga mi sono laureata quattro mesi fa...Me ne sono ricordata quando l'università mi ha mandato il certificato. Leggere "Dottoressa Magistrale" e pensare a tutta la fatica che ho fatto per avere quel pezzo di carta mi ha fatto ritornare la voglia di combattere.
Anche se non sarà ora, anche se ci vorrà tempo, anche se all'Unesco non riuscirò mai ad entrare ( ovvio!) , anche se...Devo riorganizzare il mio tempo, le mie priorità e permettere di entrare nel mio mondo solo chi veramente lo merita.
Finirà prima o poi, finirà.
O ritorno in Italia e mi chiudo in clausura nel convento al lago.
Otto ore a casa sua, nella sua camera, io & lui siamo riusciti solo a scrivere una riga di canzone...
Tempo perso a guarare filmati di Youtube, a spiare gli account di facebook di amici ( e lui ovviamente doveva prendersi bene per la mia splendida amica e convincersi che la conquisterà), ad ascoltare canzoni. Quando si è messo a suonare io mi stavo sciogliendo, sembravo una quindicenne ( e forse effettivamente ancora lo sono).
Lo so che non fa per me, lo so che non ci sarà niente, perché se nulla è successo ieri, io e lui soli per un'intera giornata, nulla accadrà. Uno come lui non fa per me, egocentrico, immodesto, convinto di sfondare. Quei maledetti occhi verdi che mi guardano, quel chiedermi le cose sono armi a tradimento. Ho già fatto troppe volte "l'amica", la "sorella maggiore", e questa volta, anche per una storia che non ha futuro, avevo creduto di potermi meritare un briciolo di felicità adolescenziale.
Forse mi sbagliavo. Forse ancora alla mia età non sono in grado di non buttarmi a capofitto nella situazione, emozioni e sentimenti irrefrenabili, per evitare di farmi del male.
A onor del vero non ci sto male, mi arrabbio, lo mando a quel paese, perché di fatto io non lo cerco mai, lui mi invita e non si concretizza nulla. Non so come vorrei che questa cosa andasse avanti, forse è meglio così; di fatto io con uno che forse ha letto un libro in vita sua e che, intelllettualmente parlando, non può arricchirmi o stimolarmi, non è che mi ci veda molto. Non sono scusanti di una che si comporta come la volpe e l'uva, ma considerazioni che devo fare per pensare se vada la pena continuare a farmi intrappolare in questo gioco ambiguo fatto di prese per il sedere continue, fatte in modo scherzoso, ma pur sempre fatte da un ragazzino, che forse ha avuto una vita intensa, ma si perderebbe completamente nel mio modo di essere.
Devo fare cose ( e azioni) per migliorare la mia autostima, non per minarla del tutto.
E stare con uno che non sa che cosa sia un ossimoro....può essere deleterio?
Incomincio a valutare seriamente l'ipotesi di una vita eremitica...
Settimana intensissima.
Ieri uscita saltata, uscita dopo dal lavoro, rush hour in the underground, bus che non passa, morta cotta distrutta.
Sto malissimo, mal di gola, febbriciattola.
Stasera esco con lui , devo, anche se la sensazione di volergli tirare il pacco è grande e questa è l'ultima possibilità ( e si puo...si esce io lui e il suo amico -dopo che mi ha chiesto se non avevo "un'amica"- ma poi tanto non ci prova, ma che devo dirvelo a fare, io mi sto arrendendo), non so cosa mettermi. Non so come comportarmi.
La metrò e' sospesa e devo fare un giro assurdo con gli autobus.
Devo preparare la valigia. Domani lavoro 11 ore. L'ultimo giorno. E a mezzanotte ho il bus per Stansted.
Lunedì torno a casa. Tre giorni. dentista, dottore, capelli ( che potrei tagliare a zero in un istinto di rabbia follia).
Giovedì Oasis.
Non sto impazzendo, no no no.
E come mi ricorda qualcuno, autostima, autostima, autostima
E sono quasi quattro mesi QUI.
Perché..perché
perché se provano ci lamentiamo subito..
e se non ci provano (e che cavoli) ci lamentiamo!?!?!
E perché invece ci provano quelli sbagliati e quelli che ci interessano ci invitano anche a uscire ( di nuovo) e sono rimbambiti?
I don't know what to do...and what to think.