mercoledì, 12 agosto 2009
Non sono più io.
O quantomeno non sono quella delle scorse settimane. Quella degli ultimi giorni. Quella che quando P. (quello del concerto) viene alla reception fa capire che è uscita con tanti ragazzi, che ha una vita impegnata e che di fatto non mi interessa nulla se lui è uscito con una ragazza, quella ragazza con cui deve chiarire a capire a che punto sono nel weekend. Son certamente anche quella che gli dice che "deve trattarla bene quella ragazza". Ovviamente. E non che sia vero che io esco tutte le sere.
Oggi una giornatina assurda, tra ospedale, attese, la mia amica che litiga con il ragazzo che ospita da lei perché lui non ha né casa né lavoro, però ha cura di lei, ma tra loro non c'è nulla...eeeeh...E io che guardo questo, ci faccio la scema, aspetto ore per ritardi. E poi, è come se avessi perso il mio day off, così per un nulla.
E la sera, sfinita, in mezzo all'ennesima litigata ( non mia), decido di farmi la mia solita passeggiata da Waterloo a London Bridge, per rilassarmi. Ha fatto caldo oggi a Londra, un caldo insolito.
Sembra proprio sia dentro ad un film, di cui non capisco la trama, di cui lo sceneggiatore è chissà chi.
Devo smetterla con le (poche) Malboro lights, devo smetterla di torturarmi lo stomaco, devo smetterla di perdermi in pensieri, idealizzando delle persone che mi spiace dirlo, sono semplicemente tanto stronze, quanto approfittatrici. Forse mi vogliono solo per riempire i loro buchi, non lo so, faccio da soprammobile.
Whatever.
Domani è un giorno importante.
Venerdì U2 a Wembley.
Settimana prossima tre giorni a Leeds, con G. Ho biosgno di stare con lui.
Di capire.

Ho bisogno di ritrovare me stessa.

Mdnstyle alle 00:59 in: amore, life, amicizia, london, cest la vie, a , its all about me
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sabato, 04 luglio 2009
Una settimana pesante da superare, passata tra corsie d'ospedale e dottori, tra "sgridate" di amici, parenti e anche della dottoressa che mi ha detto che certe cose si devono superare "da soli", senza aiuti, anche se ci sono. Io ci sto mettendo tutta me stessa, nonostante arrivino complimenti, per il motivo sbagliato, visto che io tornerei "come prima", ma per star bene.
Ho sentito storie pesantissime, difficili da digerire. E il pensiero di dover forse/magari subire un'altra operazione mi spaventa. Pensiero remotissimo.
E vederti, senza capelli così, insomma, quando nessuno vede, io sì, le lacrime le ho versate. Perché io mi faccio problemi per qualcuno che non mi chiama e tu, tu che potresti lamentarti, che avresti tutto il diritto, tu, non lo fai e invece non fai che cercare di trasmettere la gioia di vivere a me, che ultimamente l'ho persa del tutto, tranne quando mi ripiglio attraverso la musica e i ricordi. Mi avrebbero anche preso a sberle. In tanti.

Mi sono concessa un altro regalo. I Blur, ad Hyde Park.
Indie, troppo indie...e rock and roll.
La musica filo conduttore, sempre. La mia droga.
E quell'empatia.
E vederti. dopo due anni e mezzo, bhe fa il suo effetto. Sapere anche che io sono lì in parte a te, perché ho preso il posto di qualcun altro. Due anni, sembra una vita fa. Anzi. Tre anni fa, quando ti conobbi quella sera, la mia prima sera. . Così empatico, amante della musica come me. In te, ho ritrovato un Amico, con te oggi, tra una pinta di cider e un panino, sono riuscita a sbloccarmi, sono riuscita a vedere la parte emotiva del genere maschile che spesso viene nascosta. Che forse non c'è in tutti, anzi.
Con Damon che canta "Tender" noi lì alla fine in quinta fila, a sudare, a cantare, in mezzo a migliaia di gente, in mezzo a inglesi che spingono ma che non passano, io da sempre "lato Oasis", persa nella Parklife al concerto di comeback.
E sono emozioni, sono sensazioni che perdendomi nella musica provo, tra pensieri, parole e quel duplice pensare "we're so emotional", detto poi in una lingua che è un brivido tra inglese italiano e spagnolo, tutti figli di altri paesi, nati in un posto e cresciuti in un altro. Ed è buffo sentire pensieri che mi dici in inglese e poi in italiano e poi di nuovo in inglese. Io ripenso a quella discesa dalla Met al centro, percorrendo Woodhouse Lane, penso ai discorsi, al mio trovarmi sempre "in mezzo"...
Consigli, pareri, idee sul cosa e come fare. Ed un periodo "così'".
Ed è così... " I am waiting for that feeling to come", ora che mi trovo una pagina bianca davanti, che devo riempire presto, prestissimo, a costo di buttare via il libro che sto scrivendo da tempo.
La riempio di me, questa settimana prima dei ventiseianni. E Qualcuno ha trovato un modo per farmi "un regalo di compleanno posticipato" in modo particolare, forse senza rendersene conto...e così sabato prossimo sarà Wembley, Oasis, Noel, "Slide Away" e altre lacrime. Mi spiace perché perderò una cosa a cui tenevo, ma tutto è successo così di fretta, di conseguenza a come stavo prima di partire domenica.
E' stato fondamentale ad inzio settimana avervi vicino. Subito, perché manco una gru mi avrebbe tirato su.
E' ora cercando di convincere me stessa in primis dico, coraggio, forza.
Comunque vada.
Egoisticamente, fottutamente per Me. E per voi.
Mdnstyle alle 01:16 in: life, music, love, london, cest la vie
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lunedì, 22 giugno 2009
La fine di qualcosa, l'inizio dell'infinito, dell'ignoto. Domani comincia la mia ultima settimana di lavoro. La settimana dei saldi, con orari assurdi, fino a mezzanotte per il markdown dei vestiti. Sei giorni su sette. E da domenica, disoccupata. D-i-s-o-c-c-u-p-a-t-a. Fa impressione a sentirlo dire. E' una scelta consapevole, di cui sono sicura, orgogliosa e fortunata. Fortunata perché posso farlo, non potrei in reltà, ma voglio sfidare il mio destino, voglio che sia obbligato a farmi capire la strada che voglio prendere. Ho passato una domenica particolare. Una domenica con il sole. Una domenica strana, intensa, forte, complicata. Un'altra domenica con lui.Un gelato, la passeggiata. E il mio desiderio di fare un giorno quel pezzo di fiume e di stendermi con una persona per me importante si è avverato. Peccato che questa persona, stesa con me sull'erba di fronte a un famoso museo si sia addormentata, e non abbia fatto quello che molte coppie intorno a noi facevano. Nel frattempo ho chiamato il mio angelo custode in Italia, ho cercato di farle capire la situazione (grottesca) di avere vicino uno che ti piace, e che si addormenta (!) con te sdraiata al suo fianco. Volevo sprofondare.E ora, ora altre due settimane senza vederci, senza sentirci, perché tu non mi manderai neanche un messaggio per sapere come sto, se ho trovato lavoro. Tu giri, giri e pare che di me non ti interessi, forse sono solo un riempitivo dei tuoi weekends.Torni al mio compleanno e poi...poi riparti. E mi rimmarrà un mese, prima che io sappia il mio destino, prima che io debba ritornare in Italia e tu, lassù. Quel bacio che ti ho stampato sulla guancia, prima di scendere dalla metro, quel bacio d'impulso, dopo che tu mi avevi già abbracciato, come un'amica, per salutarmi, per me significa tanto.Ho fatto una fatica immensa per dartelo, per me contiene tutto quello che vorrei dirti, quello che vorrei farti capire, e non posso, perché di fronte mi trovo una persona sì tranquilla,pacifica, ma spesso fredda. E io, vorrei tanto vedere cos'hai dentro, ma forse, tu, sì tu, non vuoi mostrarmelo e io sono solo, la solita persona sensibile. Inizia una nuova settimana, tanti cambi, una scorza dura, la voglia di tornare a casa dopo tre mesi senza vederVI. E ho voglia di amici, che veniate a trovarmi, perché ho voglia di un'abbraccio, di emozioni, di coccole. Ho voglia di sentirmi. Come mi sono sentita questa sera, al concerto dei Linea 77, vedendo Dade, cantando "Fantasma", con un'altra cinquantina di persone, un concerto "intimo", forte, quello che mi ci voleva. Prima un tramonto su Londra, da Primrose Hill, io e una lattina di Red Bull, io e i miei pensieri, io e la città di fronte a me, a ricordarmi tutte le paure, le gioie, le persone che ci sono e quelle che ho perso per strada. Quelle che partiranno e quelle che rimarranno, forse anche quando io (dovrò) forse, lasciarla, questa maledetta amatissima città. Emozioni contrastanti, il mio cuore su un altare, vivo, pulsante, a volte grondante. Eppure pompa. Pompa sangue,dolore, emozione. Conduce tutte le vibrazioni incanalate da sguardi, paure, dolore (fisico ed emozionale). Il valore della parola, di un incertitudo che non solo io provo.

E che sia, quel che sia, secondo il mio meglio, per star meglio, secondo destino.
Amen. (In modo blasfemo)
Mdnstyle alle 01:04 in: amore, life, letteratura, love, lavoro, amicizia, london, cest la vie, a , le avventure di mdn, cose da femminuccia
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martedì, 21 aprile 2009
Taken to the floor
with the reach to the sky
i loosen my tie
i loosen my tie

locking down the door
with the rhythm and rhyme
i loosen my tie
i loosen my tie

trying to recall
what you want me to say
i shake it your way
i shake it your way

counting on the night
for a beautiful day
i shake it your way
i shake it your way

and i say,
you can't get enough
now you can't get enough

given a chance
i wanna be somebody
if for one dance
i wanna be somebody
open the door
it's gonna make you love me
facing the door
i wanna be somebody

now it's your time
and you know where you stand
with a gun in your hand
with a gun in your hand
now i'm no longer an ordinary man
was this your big plan,
your gun in your hand?

and i say,
you can't get enough
now you can't get enough

given a chance
i wanna be somebody
if for one dance
i wanna be somebody
open the door
it's gonna make you love me
facing the door
i wanna be somebody

be somebody
be somebody
Mdnstyle alle 11:15 in: life, london, its all about me, le avventure di mdn
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martedì, 03 marzo 2009
In quest'epoca maledetta di crisi, ebbene sì chiamiamola così...fa comunque una certa impressione vedere il proprio manager con gli occhi lucidi, scricciolo di un metro e cinquanta,  che dopo la visita della manager regionale rompiscatole - non tanto, ma anche per quello che dice ma per come lo dice- ( che ha osato romper le scatole anche a me  perché la mia divisa non era ben stirata e che ha sottolineato che dovessi portare la giacca in lavanderia e ASSOLUTAMENTE non lavarla a mano nè in lavatrice- ovviamente i soldi mi abbondano con lo stipendio che prendo, 5, 10 pounds ogni volta che cosa vuoi che sia...detto da chi prende almeno venticinquemila sterline annue) deve trovare un modo per tagliare le ore. E questo significherà, suppongo, mandare via gente. E io che ho appena chiesto di avere ore in più ovviamente rifiutate.,
Io ce la metto anche tutta per andare al lavoro con un sorriso sulle labra, energia positiva e ottimismo, ma pare ce la mettano tutta per farmi tornare l'ansia e la preoccupazione. Noto con dispiacere il nervoso e l'incertezza dei ragazzi della mia generazione, che vivono in bilico tra sogni e possibilità, tra partire e restare, tra "vorrei" e "posso". Mi cresce la rabbia, ma constato che le forze si esauriscono, quelle fisiche, non quelle della volontà che deve essere l'ultima a morire, insieme ai sogni, di questo ne sono sempre più convinta. Si lotta contro l'impotenza di un futuro sempre più incerto: penso ai miei cuginetti, ai miei figli se un giorno arriveranno, e non voglio che ricevano un mondo come questo, le preoccupazioni più o meno grandi che tutti noi stiamo affrontando, con entità diverse. Parlo con i colleghi, gli amici dall'Italia, gli amici londinesi; e ora più che mai si vive al giorno, sperando che domani qualcuno ci doni un sorriso e ciò per cui abbiamo faticato.
Notte.

Mdnstyle alle 00:51 in: life, lavoro, london, le avventure di mdn
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venerdì, 09 gennaio 2009
Io le avevo rese, ieri, come un presentimento.
Nei momenti peggiori ricompaiono.
Ed ecco. Prima di aspettare il suo messaggio.
Dopo nel congedarsi. Con lo stomaco in disordine. Per capire e convincersi ancora una volta, guardandolo negli occhi attraverso una pinta, seduti a un tavolo, che no...non ha senso prendermi in giro da sola.
Persino l'amore a distanza è più forte di me.
Mi arrendo.
Non mi butto giù.
E' solo bandiera bianca, tra discorsi seri di futuro...e quegli occhi verdi maledetti.
Maledetto destino, o maledetta volontà.
Non sto male.No.
Ma non sto ancora bene.
E' il tentare di capire, DOVE, sbaglio, che tortura la mia anima.


Prima di andare, senza voltarsi più.






Mdnstyle alle 00:56 in: life, love, london, he , girly, le avventure di mdn
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domenica, 04 gennaio 2009
Primo post del 2009.
E' dificile scrivere e trascrivere le emozioni di un anno passato e degli ultimi giorni. Vorrei trasmettere tutte le mie emozioni, le preoccupazioni, le insoddisfazioni e anche le gioie. Il problema è che non trovo tempo manco per mandare una cartolina e ho tralasciato anche il mio blog.
Nello scorso anno ho incontrato, conosciuto, condiviso emozioni con delle persone speciali e per questo non posso dire che il 2008 sia stato un anno da buttare. Mi sono laureata in modo dignitoso, mi sono trasferita da sola a dieci giorni dalla laurea in un paese straniero, sono partita dal basso, ma ormai sono quasi sette mesi che sono qua. Non lo so se sto facendo la cosa giusta, non so se sto facendo abbastanza, non so....Ota più che mai confusione.Ora più che mai, con la crisi mondiale economica in atto, non so proprio quale sia il mio futuro e quello dei miei giovani amici, che hanno davanti a loro una moltitudine di punti di domanda. Ora anche nostalgia.Londra mi ospita, non so se vorrò rimanerci a vita; come mi ha detto oggi una persona speciale, questa città è una "palestra", in particolar modo se ci vieni da solo. Una vera e propria palestra di vita, con le cose positive e quelle negative....
Vi ( e mi) auguro solo un po' di serenità, di soddisfazioni per tutte le fatiche, piccole e grandi che fate ogni giorno, al lavoro, in famiglia, all'università. E che la Vita, che spesso we take for granted, vi sorrida.
Io non vedo l'ora di vedere la mia famiglia e non vi nascondo, di tornare in Italia per qualche giorno a metà mese...ne ho proprio bisogno. Ho passato le ultime setttimane nella pazzia folle dei saldi,  anche a santo stefano, l'ultimo e il primo dell'anno, guardano famiglie felici (e folli!), lavorando tra gente che faceva la coda per ora per acquistare capi scontati. Ho voglia di valori veri, di Famiglia, di cuginetti che a quanto pare a due anni si ricordano ancora di me e chiedono dove sono. Forse poi avrò voglia di ripartire, ma per ora conto i giorni che mi separano dal mio ritorno.
Ho voglia di un abbraccio vero. E ho voglia anche di un Amore vero, anche se ormai mi sono rassegnata. Ho pensieri strani per la testa. E persone, o meglio Qualcuno che ricompare a turbare i miei pensieri.Proprio quando penso di avere bypassato una stasi.  Voglio cose semplici, come  gli atteggiamenti che vedo tra coppie che camminano per strada, passano il weeekend insieme, o come la mia flatmate che guarda dvd al sabato sera con il suo ragazzo. Lo so, li invidio.Cose semplici, facile da dire. Difficile a farsi.
Londra succhia tutta la mia energia. Sveglia all'alba quando il sole ancora non c'è. e poi uscire, pinte di sidro, risate,  amici, Spagna che mi contagia, tanti visi, tante emozioni. Le difficoltà di ogni individuo a volte fanno sì che io minimizzi le mie piccole/grandi insoddisfazioni. E vorrei raccontare delle feste, di capodanno, delle uscite, degli acquisti...ma corro, corro...e ora dormo.E' la Vita ( sono particolarmente filosofa stasera, sarà il cider che ho bevuto con la pizza!)...e forse vorrei solo che fossimo sereni e meno cinici.

Buon 2009...di cuore.
Mdnstyle alle 22:48 in: life, london, le avventure di mdn
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giovedì, 18 dicembre 2008
"And all the best women are married
All the handsome men are gay"

Supreme- Robbie Williams

Io credo che mi farò suora. Seriously.

Mdnstyle alle 22:18 in: life, love, lyrics, london, emotions, girly
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domenica, 14 dicembre 2008
Eccomi qui, alla fine di un altro weekend, mentre mi guardo Juve-Milan con il desiderio di essere a Torino con i miei amici. Preferisco vedermi la partita qua a casa, piuttosto che andare in un locale e rischiare di mescolarmi a tifosi avversari.
La fine di un altro weekend, che mi ha riservato sorprese, per l'ennesima volta, in una città che negli ultimi giorni si è trasformata in un freezer. Sono tante le cose da dire, multiformi e sfaccettati i miei stati d'animo. Si avvicina  il Natale, Londrà è un gigantesco albero di Natale, ricoperta di luci e di persone in corsa alla ricerca del regalo perfetto. Io ho ricevuto, con mia grande sorpresa un pacchettino dal profondo Piemonte e insieme alla mia riconosciuta felicità il mio cuore si è riempito di gioia. E di Riconoscenza.Un altro bigliettino con una matriosca è arrivato dalla mia amica russa-inglese. Mesaggi privati che attraversano gli Oceani, e che nonostante preoccupazioni, pensieri, impegni, trovano risposte. Incredibile, GRAZIE.E' bello avere persone che a distanza sanno capire esattamente gli stati d'animo attraverso i quali stai passando, proprio nel momento in cui quasi non li capisci neanche tu.
Martedì sono andata a teatro a vedere Billy Eliott: musical splendido, il ragazzino protagonista ha regalato emozioni con la sua voce e la sua capacita interpretativa e ha fatto anche commuovere i presenti. Bellissima serata. Venerdì ho salutato le mie amiche, che sono tornate a casa per S.Lucia, Natale e le feste. Con un po' di tristezza le ho ringraziate per avermi sopportato e aiutato ogni santissima settimana; in modi diversi ci siamo sostenute a vicenda negli ultimi mesi e sono state la mia ancora di salvezza. Ci si rivedrà nel 2009. Fa quasi impressione dirlo. Al lavoro le cose procedono, così così, si parla, si discute delle cose che non vanno, si manda giù, ci si stanca e si fa amicizia con le persone che lavorano con me.  E ci si impone anche, rishciando di essere bossy, una parte di me che non conoscevo.Dal punto di vista umano sono molto contenta e in particolare con alcune ragazze mi trovo molto bene. Ci si vede anche al di fuori del luogo di lavoro, ci si confida,ci si lamenta, si chiede aiuto. Sono soddisfatta da questo punto di vista, lo ammetto. E il mio spagnolo sta veramente migliorando, il mio inglese forse sta persino peggiorando!!!
Questo sabato ho ospitato una ragazza che ho conosciuto in Eramus qui in Inghilterra, italiana della mia zona, con la quale però non avevo moltissima confidenza. Sta studiando nel (profondo) Nord, nglese  per un PhD. Mi sono ricreduta sull'opinione che avevo di lei, sono stata molto bene. Ci siamo confrontate: stessi studi, stesso luogo di residenza, diverse strade intraprese, ma difficoltà da affrontare da sole in tutti e due i casi. La strada della ricerca implica molti sacrifici e numerose ore di ricerca da soli. Ricerca che è lavoro, anche se non ha un valore ricnosciuto come quello scientifico. E forse noi che abbiamo studiato l'Old English, la filologia, la storia, che abbiamo sacrificato anni ancora non so per cosa, non uscendo per mesi per scrivere due tesi conosciamo meglio la storia di questo paese meglio di coloro che vi ci abitano.La vita lavorativa presenta altre possibilità e ostacoli. E ancora il bivio, "quel" bivio, tra lo studio che è la tua vita, ma che non è tutto, strada che non tutti comprendono, che chi non ama studiare e conoscene dal punto di vista della "canoscenza" non capirà mai. Uno studio di chi Ama studiare, conoscere, non mirato al passare gli esami ma una passione, quasi da geek.E ancora una volta mi sono trovata a riflettere sui rapporti umani, sulle relazioni e la mia solita teoria dei "conoscenti" e degli "amici" con la quale anni fa ho disquisito con una persona che pe rme rimmarrà sempre importante. E' così difficile e sottile delineare il confine labile in contesti nei quali si ha più bisogno di una mano. La mia diffidenza e il mio cinismo spesso mi fanno passare per una che se la tira, ma ho imparato a fregarmene, perché credo che il gioco valga la candela. Chi riesce a scoprire quello che c'è sotto, avrà in cambio un'amicizia incondizionata. I miei sentimenti e le paranoie mi fanno essere sospettosa, spesso in imbarazzo in contesti nei quali mi sento un pesce fuor d'acqua. E ancora una volta, parlando anche con i miei genitori, pur essendo sulla linea di mezzo tra i vent'anni e i trenta, mi sento più dalla parte sinistra di quella linea di demarcazione, pur non sentendomi ormai più una teenager e nonostante tutte le esperienze attraverso le quali sono passata. Londra da questo punto di vista ti ribalta come un calzino e ti mette in continuazione alla prova. Non è facile fare amicizia, dico Amicizia con la A maiuscola, anche perché è molto spesso difficile riuscire a incastrare incontri tra turni di lavoro, impegni e le distanze che intercorrono tra i luoghi di residenza. E' un'ennesima girandola di emozioni, di turbini psicologici assolutamente interiorizzati e cristallizzati da paranoie inverosimili, che spesso non si riescono a definire, a contestualizzare a far comprendere con chiavi di lettura adatte a persone che non possiedono mezzi interpretativi tali da distorcere una realtà già complicata. 
E oggi un'altra giornata passata con un'amica, è incredibile come sia meno sola di quello che potevo pensare, anche se poi arrivano i momenti di malinconia in cui penso di essere come un naufrago su un isola, che però viene osservato ventiquattro ore su ventiquattro, come in un reality. Solita lunaticità* (* esiste questo termine in italiano? ho dei transfers di interlingua tra L1 e L2 assurdi<<<<<<<<<<propensione allo studio della linguistica e della glottodidattica).
E la domanda che mi  stata posta in questi giorni, in cui ho affrontato fastidio, gioia, imbarazzo, esaltazione, rabbia, frustrazione, preoccupazione e ho toccato il cielo con un dito è stata:
" Ma saresti pronta a vivere qui per tutta la tua vita? E il tuo futuro?".
Che cosa grande.
Io aspetto ancora quello che sappia prendermi per mano.
Anche se sono convinta che è la mia via,  la MIA.
Anche quando ci sono cose che non capisco, che non condivido, che mi infastidiscono, o semplicemente, naturalmente non mi appartengono.
E ringrazio il cielo che ci sono persone alle quali piace passare del tempo con me.
Londra.
Oh, che turbine, oh che correre.
Che altalena, vedi il cielo ottenebrato rischiararsi e poi vedi il terreno fangoso. Melmoso.
Ricercatezza epidermica.


Fammi entrare per favore, nel tuo giro giusto.


ps. Come in ogni casa di Londra che si rispetti, forse abbiamo dei visitatori aka mangiatori di formaggio in casa. Forse. Inutile dire che sono terrorizzata. E' venuto l'ammazzarompiscatole e ha messo trappole ovunque e veleno.
Apro il blog...e che beffa l'header del mio template! Sarà mica ora di risistemare tutto!?!




Mdnstyle alle 20:07 in: songs, life, friends, sfogo, feeling, pensierino, le avventure di mdn
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mercoledì, 26 novembre 2008
Ok forse Qualcuno mi ascolta.
Mi ha mandato un aiutante al lavoro che è....lets say, veramente un belvedere per gli occhi!
Portoghese, molto carino, nero, due occhi. Dopo l'ultima esperienza, che mi ha bruciato per ben benino e che continua a far sentire le sue conseguenze su di me, ho deciso che è meglio arrendersi all'evidenza che se non finisco suora, nel convento nel quale ho già prenotato un posto, resto e rimango zitella.
Però per rifarsi gli occhi va sempre bene, aggiungi poi che è gentile, simpatico, canta bene e ama l'rnb, insomma per rallegrarmi la giornata (lavorativa) ben ci sta.
E STOP. Sono cinicissima con quella cosa lì per la sottoscrita.
Almeno questo.
Per il resto...infernoooo!
Stamattina sono finita in una situazione surreale: centinaia di vestiti da ordinare, catalogare, dividere, piegare, impilare. Deadline data dalla manager e tadaaaaa alle 12..."Dovete andare a High Street Kensington a ritirare un transfer di scarpe". " Prendete la metro...e andate, sono poche, fate presto".
Ok, si va, arriviamo, io e l'Essere Rallegrante, chiamiamolo così. Troviamo il negozio e scopriamo che non sono quattro ma bensì quindici enormi sacchi di plastica pieni di scarpe che dobbiamo trasportare alla tube e poi portare su al secondo piano del centro commerciale...e attraversare il negozio..etc etc. E le mani sono quattro. Tra l'altro al momento di nostro arrivo al negozio non avevano ancora finito di preparare i sacchi. e il foglio dell'ordine...che felicità! Decidiamo di chiamare il manager ,diciamo che prendiamo un taxi. Ovviamente non abbiamo i soldi, vado a prelevare, dal mio conto italiano, perché la paga arriva solo venerdì sul conto inglese. Che peripezie. Venti mins di attesa per un cab, quindici minuti per trovare la zona deliveries del centro commerciale. Scaricare le borse. Sali, prendi l'ascensore senza bottoni ancora in costruzione dove c'è un omino seduto che ti aiuta a salire. Entra dalla porta antincendio dai camerini. Ovviamente suona il fire alarm. Chiama il manager per farlo spegnere. Vai dal tuo manager, fatti ridare indietro i soldi. Spiega la situazione. Riscendi per tre piani tra i corridoi ancora sporchi di cemento, Vai  nel parcheggio prendi le borse con gli altri, risali, riscendi, vai nel magazzino. Constata che sono arrivate altre sedici-dico-sedici- scatole di vestiti nuovi e abbiamo dieci scaffali di cose da catalogare. Segna un'ora di overtime. Finisci. Impazzisci. Nota che i pantaloni e la giacca nera sono bianchi. Sembro un muratore ( con tutto il santissimo onoratissimo rispetto per loro, poverini).E osano dirmi che sono "Il capo/ responsabile" lì dentro. Ma dove!?!?!?!?!?!?!?!?Chi lha inventato...Ok, sto impazzendo e scrivo per non urlare. Forse è terapeutico farlo dopo una giornatina così. E domani nuova delivery. Ci sarà da ridere. Sabato ho un altro meeting con una manager. Parlerò serenamente, chiaramente e decisa, come sono io. Non possono licenziarmi, ma non credo lo vogliano, solo che non parlo "all'inglese", ma abbastanza apertamente, "all'italiana", aka pane al pane vino al vino. Sto facendo quello che posso, ma in ogni caso a parte le mie paranoie, che non esistono ,essere stressata per un lavoro ancora fisico mi fa incavolare. I miei colleghi mi dicono fregatene ma io per ogni cosa voglio esssere seria e portarla a termine (preferibilmente senza farmi venire il mal di pancia di nuovo, visto che mi è passato anche se ho dovuto fare una cura).
Entonces, vediamo ora di "guardarmi intorno": l'altra prospettiva è il ritorno e il rimanere nel nido materno fino ai trenta anni minimo, che non mi alletta. Quinidi su le maniche, via di mouse e tastiere e vediamo cosa c'è.
Anche se guardo dal bus Canary Wharf e se loro, bachieri, economisti, quelli in giacca e cravatta e ventiquattrore sono in pericolo di perdere il loro lavoro, figurati io che sono a un gradino bassino della economia...
Let's hope!
Che giornatinaaaaa!



Mdnstyle alle 17:32 in: life, love, london, trabajo, mdn in london
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