"Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me"
- Kant-
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Non sono più io.
O quantomeno non sono quella delle scorse settimane. Quella degli ultimi giorni. Quella che quando P. (quello del concerto) viene alla reception fa capire che è uscita con tanti ragazzi, che ha una vita impegnata e che di fatto non mi interessa nulla se lui è uscito con una ragazza, quella ragazza con cui deve chiarire a capire a che punto sono nel weekend. Son certamente anche quella che gli dice che "deve trattarla bene quella ragazza". Ovviamente. E non che sia vero che io esco tutte le sere.
Oggi una giornatina assurda, tra ospedale, attese, la mia amica che litiga con il ragazzo che ospita da lei perché lui non ha né casa né lavoro, però ha cura di lei, ma tra loro non c'è nulla...eeeeh...E io che guardo questo, ci faccio la scema, aspetto ore per ritardi. E poi, è come se avessi perso il mio day off, così per un nulla.
E la sera, sfinita, in mezzo all'ennesima litigata ( non mia), decido di farmi la mia solita passeggiata da Waterloo a London Bridge, per rilassarmi. Ha fatto caldo oggi a Londra, un caldo insolito.
Sembra proprio sia dentro ad un film, di cui non capisco la trama, di cui lo sceneggiatore è chissà chi.
Devo smetterla con le (poche) Malboro lights, devo smetterla di torturarmi lo stomaco, devo smetterla di perdermi in pensieri, idealizzando delle persone che mi spiace dirlo, sono semplicemente tanto stronze, quanto approfittatrici. Forse mi vogliono solo per riempire i loro buchi, non lo so, faccio da soprammobile.
Whatever.
Domani è un giorno importante.
Venerdì U2 a Wembley.
Settimana prossima tre giorni a Leeds, con G. Ho biosgno di stare con lui.
Di capire.
Una settimana pesante da superare, passata tra corsie d'ospedale e dottori, tra "sgridate" di amici, parenti e anche della dottoressa che mi ha detto che certe cose si devono superare "da soli", senza aiuti, anche se ci sono. Io ci sto mettendo tutta me stessa, nonostante arrivino complimenti, per il motivo sbagliato, visto che io tornerei "come prima", ma per star bene.
Ho sentito storie pesantissime, difficili da digerire. E il pensiero di dover forse/magari subire un'altra operazione mi spaventa. Pensiero remotissimo.
E vederti, senza capelli così, insomma, quando nessuno vede, io sì, le lacrime le ho versate. Perché io mi faccio problemi per qualcuno che non mi chiama e tu, tu che potresti lamentarti, che avresti tutto il diritto, tu, non lo fai e invece non fai che cercare di trasmettere la gioia di vivere a me, che ultimamente l'ho persa del tutto, tranne quando mi ripiglio attraverso la musica e i ricordi. Mi avrebbero anche preso a sberle. In tanti.
Mi sono concessa un altro regalo. I Blur, ad Hyde Park. Indie, troppo indie...e rock and roll.
La musica filo conduttore, sempre. La mia droga.
E quell'empatia.
E vederti. dopo due anni e mezzo, bhe fa il suo effetto. Sapere anche che io sono lì in parte a te, perché ho preso il posto di qualcun altro. Due anni, sembra una vita fa. Anzi. Tre anni fa, quando ti conobbi quella sera, la mia prima sera. . Così empatico, amante della musica come me. In te, ho ritrovato un Amico, con te oggi, tra una pinta di cider e un panino, sono riuscita a sbloccarmi, sono riuscita a vedere la parte emotiva del genere maschile che spesso viene nascosta. Che forse non c'è in tutti, anzi.
Con Damon che canta "Tender" noi lì alla fine in quinta fila, a sudare, a cantare, in mezzo a migliaia di gente, in mezzo a inglesi che spingono ma che non passano, io da sempre "lato Oasis", persa nella Parklife al concerto di comeback.
E sono emozioni, sono sensazioni che perdendomi nella musica provo, tra pensieri, parole e quel duplice pensare "we're so emotional", detto poi in una lingua che è un brivido tra inglese italiano e spagnolo, tutti figli di altri paesi, nati in un posto e cresciuti in un altro. Ed è buffo sentire pensieri che mi dici in inglese e poi in italiano e poi di nuovo in inglese. Io ripenso a quella discesa dalla Met al centro, percorrendo Woodhouse Lane, penso ai discorsi, al mio trovarmi sempre "in mezzo"...
Consigli, pareri, idee sul cosa e come fare. Ed un periodo "così'".
Ed è così... " I am waiting for that feeling to come", ora che mi trovo una pagina bianca davanti, che devo riempire presto, prestissimo, a costo di buttare via il libro che sto scrivendo da tempo.
La riempio di me, questa settimana prima dei ventiseianni. E Qualcuno ha trovato un modo per farmi "un regalo di compleanno posticipato" in modo particolare, forse senza rendersene conto...e così sabato prossimo sarà Wembley, Oasis, Noel, "Slide Away" e altre lacrime. Mi spiace perché perderò una cosa a cui tenevo, ma tutto è successo così di fretta, di conseguenza a come stavo prima di partire domenica.
E' stato fondamentale ad inzio settimana avervi vicino. Subito, perché manco una gru mi avrebbe tirato su.
E' ora cercando di convincere me stessa in primis dico, coraggio, forza.
Comunque vada.
Egoisticamente, fottutamente per Me. E per voi.
La fine di qualcosa, l'inizio dell'infinito, dell'ignoto. Domani comincia la mia ultima settimana di lavoro. La settimana dei saldi, con orari assurdi, fino a mezzanotte per il markdown dei vestiti. Sei giorni su sette. E da domenica, disoccupata. D-i-s-o-c-c-u-p-a-t-a. Fa impressione a sentirlo dire. E' una scelta consapevole, di cui sono sicura, orgogliosa e fortunata. Fortunata perché posso farlo, non potrei in reltà, ma voglio sfidare il mio destino, voglio che sia obbligato a farmi capire la strada che voglio prendere. Ho passato una domenica particolare. Una domenica con il sole. Una domenica strana, intensa, forte, complicata. Un'altra domenica con lui.Un gelato, la passeggiata. E il mio desiderio di fare un giorno quel pezzo di fiume e di stendermi con una persona per me importante si è avverato. Peccato che questa persona, stesa con me sull'erba di fronte a un famoso museo si sia addormentata, e non abbia fatto quello che molte coppie intorno a noi facevano. Nel frattempo ho chiamato il mio angelo custode in Italia, ho cercato di farle capire la situazione (grottesca) di avere vicino uno che ti piace, e che si addormenta (!) con te sdraiata al suo fianco. Volevo sprofondare.E ora, ora altre due settimane senza vederci, senza sentirci, perché tu non mi manderai neanche un messaggio per sapere come sto, se ho trovato lavoro. Tu giri, giri e pare che di me non ti interessi, forse sono solo un riempitivo dei tuoi weekends.Torni al mio compleanno e poi...poi riparti. E mi rimmarrà un mese, prima che io sappia il mio destino, prima che io debba ritornare in Italia e tu, lassù. Quel bacio che ti ho stampato sulla guancia, prima di scendere dalla metro, quel bacio d'impulso, dopo che tu mi avevi già abbracciato, come un'amica, per salutarmi, per me significa tanto.Ho fatto una fatica immensa per dartelo, per me contiene tutto quello che vorrei dirti, quello che vorrei farti capire, e non posso, perché di fronte mi trovo una persona sì tranquilla,pacifica, ma spesso fredda. E io, vorrei tanto vedere cos'hai dentro, ma forse, tu, sì tu, non vuoi mostrarmelo e io sono solo, la solita persona sensibile. Inizia una nuova settimana, tanti cambi, una scorza dura, la voglia di tornare a casa dopo tre mesi senza vederVI. E ho voglia di amici, che veniate a trovarmi, perché ho voglia di un'abbraccio, di emozioni, di coccole. Ho voglia di sentirmi. Come mi sono sentita questa sera, al concerto dei Linea 77, vedendo Dade, cantando "Fantasma", con un'altra cinquantina di persone, un concerto "intimo", forte, quello che mi ci voleva. Prima un tramonto su Londra, da Primrose Hill, io e una lattina di Red Bull, io e i miei pensieri, io e la città di fronte a me, a ricordarmi tutte le paure, le gioie, le persone che ci sono e quelle che ho perso per strada. Quelle che partiranno e quelle che rimarranno, forse anche quando io (dovrò) forse, lasciarla, questa maledetta amatissima città. Emozioni contrastanti, il mio cuore su un altare, vivo, pulsante, a volte grondante. Eppure pompa. Pompa sangue,dolore, emozione. Conduce tutte le vibrazioni incanalate da sguardi, paure, dolore (fisico ed emozionale). Il valore della parola, di un incertitudo che non solo io provo.
E che sia, quel che sia, secondo il mio meglio, per star meglio, secondo destino. Amen. (In modo blasfemo)
Taken to the floor
with the reach to the sky
i loosen my tie
i loosen my tie
locking down the door
with the rhythm and rhyme
i loosen my tie
i loosen my tie
trying to recall
what you want me to say
i shake it your way
i shake it your way
counting on the night
for a beautiful day
i shake it your way
i shake it your way
and i say,
you can't get enough
now you can't get enough
given a chance
i wanna be somebody
if for one dance
i wanna be somebody
open the door
it's gonna make you love me
facing the door
i wanna be somebody
now it's your time
and you know where you stand
with a gun in your hand
with a gun in your hand
now i'm no longer an ordinary man
was this your big plan,
your gun in your hand?
and i say,
you can't get enough
now you can't get enough
given a chance
i wanna be somebody
if for one dance
i wanna be somebody
open the door
it's gonna make you love me
facing the door
i wanna be somebody
Al lavoro sto zitta, non parlo, non mi lamento. Faccio il mio dovere, stacco la spina, quasi mi perdo nel mio mondo interiore, mentre sdraiata per terra sistemo le scarpe. Non sbuffo (quasi) più.I miei pantaloni sono bianchi di polvere, anche lavandoli non tornano come prima, e dopo dieci minuti sono sconvolta e tutta sudata (bleah!) ma la mia mente non è loro. Faccio i miei voli pindarici, mi trastullo nei miei processi, impreco e sorrido ai clienti. La mia manager non torna ancora, ho strani presentimenti. Il 12 maggio forse mi perdo Paolo Nutini: stocktake maledetto.
Oggi ho riempito dieci casse di scarpe e se Dio vuole domani le mandano in Spagna,io domani non lavoro, vedo gli amici e mando cvs, facciano un po' quello che vogliono. Ho finito mezz'ora dopo, sono arrivata a casa a mezzanotte dalle 11 stamattina, per lavorare solo sette ore. Tant'è..
Di oggi mi conservo....il panino con la mortadella che mi ha dato tanta soddisfazione in pausa/break, il coraggio di mandare un messaggio e la gioia del ricevere la risposta, arrivare a casa fradicia per l'acquazzone preso e la quantità di acqua dal bus stop a casa, la chiacchierata con la mia coinquilina....E ieri sera cena al ristorante cinese con le amiche, che bella serata...
E un altro giorno, un'altra ora, ed un momento ancora....
( E sì, vedere un video pieno di baci e un TI AMO di una persona per quale ero persa un pò giù mi fa sentire, un po' un fallimento, ma suvvia, il mio motto è SIAMO ottimisti!!!)
We go on.
Tutto accade così in fretta.
E porto con me sguardi,sorrisi, emozioni di una giornata, la domenica delle Palme, quella prima della Pasqua.
La messa la mattina con palme invece del ramo di ulivo, il sole che fa capolino timido nel cielo inglese, le mie ballerine bianche e nere indossate senza calze.
La passione di Cristo, il Padre nostro in latino, l'inizio della settimana santa. Una settimana santa atipica, la seconda in Inghilterra, la seconda in un paese non cattolico.
Il mio giorno libero, dopo la frustazione del sabato, la voglia di succhiare ogni minuto, rivoltarlo, assaporandone ogni singola sfumatura.
Il passo deciso di un'amica al mio fianco. Un pranzo condito di chiacchiere, una giornata da vivere, riempiendola di pensieri e sorrisi. I mercatini di Londra, Brick Lane, Spitafields and Petticoat, una borsa, l'ennesima. La mia pancia che mi ricorda cosa mi aspetta. Ansia, paura di non essere all'altezza.
Poi, din don, sei e mezza. E' ora.
Uno sguardo al mio viso, i miei occhi contornati da occhiaie che nessun fondotinta potrà mai coprire. E lo vedo, là in fondo, con Piccadilly alle sue spalle. Un'energia contagiosa e dopo due anni e mezzo, ancora tu, tu nella mia vita, in quale entità se minima o importante non lo so.Sei stato pensiero diversivo allora, potresti esserlo ora per cacciare via qualcosa, qualcosa che non merita un posto che occupa attualmente.
Vedere che ti ricordi cosa mi dicesti quella notte, quando ti conobbi. E ora...
Un drink insieme, il tempo che vola. Battute, chiacchiere, amici.
Una cena e la sensazione, per la prima volta, dopo mesi, forse più, di stare bene. Ma bene davvero. Senza vergogna, senza pensare a cosa e come dire le cose. Avere la sensazione di essere ascoltata, capita, da chi l'esperienza l'ha fatta prima di me. Un sorriso, che mi entra dentro, senza significati ambigui, un sorriso sincero. Passeggiare insieme così, fianco a fianco, con la luna su Covent Garden, senza doppi pensieri, senza chissà cosa. Sei mesi davanti. Un vivere giorno per giorno come ho deciso io, come di fatto non faccio, come mi dici non posso fare se ho sogni. Sei mesi, il tutto e il nulla.
Non ci si aspetta nulla. Il mio cinismo supera tutto, lo so che non posso e non devo aspettare nulla.
So che i miei occhi sorridevano, so che sembravo felice, no anzi, so che ero felice.
In ogni modo oggi è stata una giornata intensa, una giornata felice, da contrappeso alle delusioni di tante persone, alle lacrime e alla rabbia malcelata.
Il futuro è fatto di imprevisti, di non corrispondenze e zero illusioni. Ma....ma...
Uno solo di quegli sguardi, uno solo, the way you looked at me, the way you were listening to what I was saying, were enough to make my day.
Ringhio Gattuso sulle fiancate dei cab londinesi con la scritta "Come to Calabria".
Bhe io la prima volta che l'ho visto sono rimasta felicemente sorpresa (nonostante sia gobba!)
Perdonatemi il francesismo. Ma ci sono giorni di merda..e giorni come questo.
Nel quale sì ti svegli alle cinque, saluti il gatto del vicino quando esci di casa e ti dirigi al bus che ovviamente sta passando e per il quale tu ti metti a correre. E' però un giorno in cui SEMBRA veramente di NON essere in Inghilterra. C'è il SOLE, fa caldo, non escono nuvole a coprire il sopracitato. Quindi la gente ride, sembra NORMALE e non imbronciata come al solito, osa adirittura alzare lo sguardo. E pensare che io stavo proprio pensando che sto diventando PALLIDA. Direte voi, con tutto il rispetto, dicevo, direte voi pallidini "ma ci stai prendendo per i fondelli, tu sudamericana?". Ehm no, è verò sono pallida, il mio pallido, ma pallida. E così oggi, per smentirmi, e anche ieri a onor del vero ( ma io stavo male perché avevo rigettato in pausa pranzo -perdonate la mancanza di gusto stavolta- l'impossibile e dopo il lavoro mi sono ficcata nel letto modello "involtino")...comunque dicevo oggi..SOLE!!!
Ho deciso di tornare a casa in barca, visto che praticamente abito dietro al fiume a treminutitre....e quindi Westmnister, Big ben, London Bridge, The Globe, Tower of London...tutto dalla barca al tramonto. Spettacolo! Ecco quando amo Londra.
Sono questi giorni, quando torno a casa e la sento "casa", quando la mia coinquilina prepara la torta al cioccolato, quando io perdo un'ora e quaranta a giocare alla wii fit...oddio mio. Casa, anche se la mia casa e gli amici anche quelli che ho conosciuto tramite questo blog, mi aspettano in Italia, venerdì e sabato.
Ecco un giorno così nel quale prendi consapevolezza di alcuni elementi negativi che a malincuore devi accantonare perché egoisticamente non vanno bene per te...In cui forse fai anche la stronza ma non ti puoi permettere di usare carinerie se non le senti.
Un giorno così e andare a dormire...con il sorriso sul viso.
Notte
In un certo senso Londra ti insegna ad essere egoista e a subire l'egoismo. A volte è necessario, in particolar modo in tempi come questi, dove ognuno deve salvaguardare se stesso e le proprie aspirazioni. E' strano dover di nuovo tornare a badare al mio, a saperlo ascoltare. Dopo l'ennesimo giorno in cui provo ad andare al lavoro (ieri) con un sorriso sulla faccia e dopo trenta minuti ogni azione è atta a farlo scomparire, mi sono trovata a fare bilanci. A pensare i pro e i contro di questo "soggiorno". Soggiorno perché ancora non mi abituo a vedere i duobledeckers rossi vicino a casa, il fiume a due minuti dal mio flat, l'idea di vivere a Londra. Eppure, eppure, in questo momento così difficle, in cui lavori mezz'ora in più e non si sognano di pagarti manco morto, quasi fossi tu a dover fare un favore a loro, ho riscoperto (nuovamente) il valore dello stare da sola. E' proprio illogico, nel momento del bisogno, le persone "pluf" spariscono. Per i lori impegni, la loro naturale vita, i loro interessi. Brucia e fa male, perché spesso non te aspetteresti, perché con loro hai diviso momenti di euforia, del "siamo tutti amici", del "vogliamoci bene". E' anche il mio pessimismo che mi acceca, che non è buon consigliere, che sta lottando fino a fondo, mandando tutto il mandabile, ma che non sa più a che santo affidarsi. Insomma a me attaccare etichette di prezzi, sistemare scatole in magazzino, non è che mi entusiasmi. Porto pazienza, ma i bilanci inevitabilmente li fai e sono nove mesi, nove ( la creazione e la formazione di un bambino). Non mi paice arrabbiarmi e piangere di nascosco durante il turno. Sentire i crampi e la mia caviglia che non ce la fa, non dicendolo a nessuno. Ne vale la pena, così? Vedo i compagni di corso che sono ancora alle prese con la tesi e forse dovrei mettermi il cuore in pace, pensare che ho guadagnato un anno e in altri sensi l'ho perso. Perso in esperienza lavorativa, guadagnato in quello di vita. Incredibile come il mio cinismo sia aumentato ancora.Eppure nei momenti importanti, quelli difficili, sono sola. Sarà questo il mio destino? Non lo so, ma faccio fatica a fidarmi delle persone. So che nelle amicizie e nelle relazioni si debba amare non solo le somiglianze ma anche le differenze, eppure certe cose per me sono insormontabili e non servono sottotitoli per farle capire. Faccio bilanci e bilanci, delle cose belle e di quelle negative, di quanto sia fortunata e di quanto non lo sia. E non reggo il confronto con chi ha qualcuno che li ama qui, a dividere le difficoltà.
Io sono sempre più confusa, e non so cosa fare, a chi credere, chi ascoltare.
e poi leggi questo.....